Fanno discutere le potature delle alberate a Canelli

La gestione delle alberate a Canelli è all’attenzione degli amministratori comunali. Interventi di “riqualificazione”,con sistematici chech up, sono programmati per Viale Risorgimento . Gli olmi siberiani, piantati nel 1958, sono in condizioni precarie. L’aspetto estetico, la sicurezza, il vigore preoccupano. Ne mancano moltissimi, circa la metà degli iniziali: morti o abbattuti. Le potature degli anni passati hanno sortito risultati disastrosi, tanto da richiedere opere di riqualificazione per un importo di ben 240 mila euro da parte degli stessi amministratori che da decenni gestiscono le alberate. Sono stati interventi energici, condotti seguendo la diffusa vulgata che l’albero capitozzato diventa più vigoroso e più bello di prima. Per smentire tale credenza basta levare gli occhi sugli alberi per provare un sentimento di pena per questi poveri organismi viventi, brutti, pericolosi, deformi, sofferenti. L’albero capitozzato per sopravvivere getta nuovi rami che in alto hanno la forma di scopazzi, sul tronco diventano cespugli ingombranti, sulle radici getti disordinati. Sui tagli si annidano i funghi parassiti che intaccano il legno e lo distruggono. Gli scopazzi hanno attaccatura debole. Con forti venti o nevicate rovinano pericolosamente a terra. Per constatare questi danni basterebbe aver seguito i lavori del 2021. A febbraio hanno subito un’energica“potatura”con tagli sui rami alti,ingombranti per le abitazioni vicine, in estate hanno visto due interventi per eliminare la vegetazione cresciuta sul tronco, in autunno sono stati potati fino all’altezza dei lampioni perché la luce era oscurata dalla chioma. I relativi costi certamente non sono stati minimi. La capitozzatura nel medio periodo diventa fonte di problemi, rischi e comporta costi elevatissimi. Tale pratica è stata attivata, senza plausibili motivi, anche su ben 37 platani di piazza Unione Eropea, su alberi che in nessun modo avrebbero dato fastidio ai cittadini che abitano sulla piazza. Oscuravano i 4 lampioni della piazza. Bastava allungare il braccio dei pali, per risolvere il problema per sempre. Se ora si intende operare sui due viali cittadini, altre realtà devastate necessitano di radicali interventi, o meglio, di cambiare strategia. In via Riccadonna su 46 alberi ne restano in vita solo 27, sfracellati. Davanti alla scuola Bosca le robinie sono impresentabili ai ragazzi. Sulla strada che da via Asti porta a Villanuova si vedono scheletri viventi. Il boschetto di betulle e i tigli della casa di riposo di via Asti sono stati capitozzati, non si sa per quale ragione, certamente con notevoli spese. Sono osservazioni che ogni comune cittadino attivo, anche privo di competenze tecniche, può facilmente constatare solo osservando le sagome degli alberi cittadini. Eppure è ormai diffusa la consapevolezza che nei centri urbani gli alberi ornamentali rivestono un ruolo importantissimo. Donano bellezza, ombra gradevole, aria pulita, umidità stabile, clima mite, confort per chi vive negli immobili vicini. Contribuiscono a mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici. Non tutto il patrimonio arboreo della città tuttavia è da “riqualificare”. Ci sono alberi belli, naturali, che non hanno richiesto interventi di potature e che non hanno mai comportato spese. Ne abbiamo osservati alcuni: 1 magnolia grandiflora nel cortile di palazzo Anfossi, 1 betulla nel giardino di via Papa Giovanni XXIII, 1 cedro deodara nel cortile dell’ospedale, 6 pioppi cipressini e 2 robinie umbraculifere nel parco di via Robino, una dozzina di tigli novelli nel giardino della casa della salute. Certamente altri sono sfuggiti alla nostra ricerca. Nell’ anno corrente prenderà il via il check up in viale Risorgimento. Ogni intervento non potrà non tener conto del passato, altrimenti, tra qualche decennio il problema si ripresenterà negli stessi termini attuali. Dovrà tener conto di quanto avvenuto nel 2007 con l’abbattimento dei 99 platani dei viale Indipendenza in seguito al quale i nostri amministratori hanno programmato interventi di ben 80.000 euro per la posa di una corona di alberi attorno a piazza Gancia, come pubblicato su L’ Ancora del 9/9 2007, e mai realizzata. Non potrà non tener conto del Decreto CAM del Ministero dell’Ambiente, in vigore dal 4 agosto 2020 che “vieta la capitozzatura e la potatura drastica quale pratica deleteria e pericolosa per la sicurezza pubblica e perché rovina il patrimonio arboreo.”
Romano Terzano

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