Cia: le nostre aziende rispettano le regole

Vigneto di MoscatoLavoro nero e sfruttamento di lavoratori di varie nazionalità nei vigneti del Moscato? “Non ci sentiamo certo di escludere che il problema esista – afferma il presidente provinciale della Confederazione italiana agricoltori di Asti, Alessandro Durando – ma allo stesso modo ci sentiamo di affermare senza tema di smentita che le aziende agricole, famigliari o meno, hanno sempre rispettato le regole e pagato i lavoratori, soprattutto gli stagionali, come previsto dalla legge. Fisiologico, probabilmente, che ci sia qualche caso di irregolarità, ma non tale da far diventare il mondo del Moscato e quello agricolo in generale come quello “criminale” rappresentato in questi giorni da molti organi di informazione”.

“Consideriamo l’azione della Guardia di Finanza come un importante momento di chiarimento nel settore del lavoro agricolo stagionale dove agiscono soggetti la cui attività non sempre è così trasparente come dovrebbe – afferma il direttore provinciale della Cia, Mario Porta – ma al contempo è necessario sottolineare che la Cia di Asti, che regola per conto degli associati, le assunzioni dei lavoratori, ha perfezionato, negli ultimi mesi, le pratiche per circa 1000 assunzioni di cui una quarantina a tempo indeterminato e tutte le altre a tempo determinato, per la maggior parte relative al periodo dei lavori vendemmiali”.

“In ogni caso, almeno per quanto riguarda la nostra associazione – conclude Durando – mi sembra assai difficile ipotizzare che esistano aziende che retribuiscono direttamente i lavoratori stagionali con 5/6 euro l’ora. E’ invece ancora una volta certo che anche in questo caso le aziende agricole, di ogni dimensione, finiscano per essere l’anello debole della “filiera” del lavoro, danneggiate in immagine ed in sostanza, pur rispettando le regole che la legge ha previsto per questo tipo di occupazione”.

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