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	<description>Valli Belbo, Bormida e Tanaro (AT, AL, CN)</description>
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		<title>“Scegli l’amore, dona la vita”: AIDO e Lions Club Asti Alfieri ad Asti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Gabriella Abate]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2026 06:57:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aido]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 31 ottobre un banchetto informativo in via Garibaldi per sensibilizzare i cittadini sull’importanza di un gesto che può salvare vite. “Scegli l’amore, dona la vita”: AIDO e Lions Club Asti Alfieri insieme per promuovere la donazione degli organi ad Asti. La cultura della donazione torna protagonista nel cuore di Asti. Sabato 31 ottobre, al [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft wp-image-76661" src="https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/lions-1024x845.jpeg" alt="&quot;Scegli l’amore, dona la vita”: AIDO e Lions Club Asti Alfieri insieme per promuovere la donazione degli organi ad Asti, 31 ottobre 2026" width="400" height="259" /></p>
<p align="JUSTIFY"><i>Il 31 ottobre un banchetto informativo in via Garibaldi per sensibilizzare i cittadini sull’importanza di un gesto che può salvare vite. “Scegli l’amore, dona la vita”: AIDO e Lions Club Asti Alfieri insieme per promuovere la donazione degli organi ad Asti.</i></p>
<p align="JUSTIFY">La cultura della donazione torna protagonista nel cuore di Asti. Sabato 31 ottobre, al mattino, l’AIDO Provinciale di Asti sarà presente con un banchetto all’ingresso di via Garibaldi, per incontrare i cittadini e sensibilizzarli sull’importanza della donazione di organi e tessuti.</p>
<p align="JUSTIFY">L’iniziativa si inserisce nel percorso di sensibilizzazione promosso sul territorio, anche attraver</p>
<p align="JUSTIFY">so la collaborazione con il Lions Club Asti Alfieri, con l’obiettivo di diffondere informazioni corrette e favorire una scelta libera, consapevole e responsabile.</p>
<p align="JUSTIFY">«Crediamo che promuovere la cultura della donazione significhi mettere al centro il valore della vita, la solidarietà e l’attenzione verso gli altri. Informare è il primo passo per superare dubbi e pregiudizi e permettere a ciascuno di esprimere consapevolmente la propria volontà. Con la collaborazione tra AIDO e Lions Club vogliamo contribuire a far crescere nella nostra comunità una sensibilità sempre maggiore verso un gesto che può offrire una nuova speranza a tante persone», è il messaggio condiviso dalle due realtà associative.</p>
<p align="JUSTIFY">Il banchetto sarà un’occasione per incontrare i volontari, ricevere informazioni, chiarire dubbi e conoscere più da vicino l’impegno dell’AIDO. Esprimere la propria volontà sulla donazione è una scelta importante, che può essere comunicata anche al momento del rilascio o del rinnovo della carta d’identità presso il Comune.</p>
<p align="JUSTIFY">Durante la mattinata saranno inoltre disponibili, dietro offerta, alcuni prodotti a marchio AIDO, tra cui miele, marmellate e succhi biologici. Le offerte contribuiranno a sostenere le attività dell’associazione e il suo impegno nella diffusione della cultura della donazione.</p>
<p align="JUSTIFY">L’invito è rivolto a tutta la cittadinanza: fermarsi al banchetto sarà un’opportunità per informarsi, porre domande e riflettere su una scelta che riguarda tutti.</p>
<p align="JUSTIFY">Scegliere di donare significa scegliere la solidarietà. Perché un gesto d’amore può diventare una possibilità di vita per qualcun altro.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vallibbt.it%2Faido%2Fasti-108%2F&amp;linkname=%E2%80%9CScegli%20l%E2%80%99amore%2C%20dona%20la%20vita%E2%80%9D%3A%20AIDO%20e%20Lions%20Club%20Asti%20Alfieri%20ad%20Asti" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_twitter" href="https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vallibbt.it%2Faido%2Fasti-108%2F&amp;linkname=%E2%80%9CScegli%20l%E2%80%99amore%2C%20dona%20la%20vita%E2%80%9D%3A%20AIDO%20e%20Lions%20Club%20Asti%20Alfieri%20ad%20Asti" title="Twitter" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vallibbt.it%2Faido%2Fasti-108%2F&amp;linkname=%E2%80%9CScegli%20l%E2%80%99amore%2C%20dona%20la%20vita%E2%80%9D%3A%20AIDO%20e%20Lions%20Club%20Asti%20Alfieri%20ad%20Asti" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vallibbt.it%2Faido%2Fasti-108%2F&amp;linkname=%E2%80%9CScegli%20l%E2%80%99amore%2C%20dona%20la%20vita%E2%80%9D%3A%20AIDO%20e%20Lions%20Club%20Asti%20Alfieri%20ad%20Asti" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_copy_link" href="https://www.addtoany.com/add_to/copy_link?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vallibbt.it%2Faido%2Fasti-108%2F&amp;linkname=%E2%80%9CScegli%20l%E2%80%99amore%2C%20dona%20la%20vita%E2%80%9D%3A%20AIDO%20e%20Lions%20Club%20Asti%20Alfieri%20ad%20Asti" title="Copy Link" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_no_icon addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.vallibbt.it%2Faido%2Fasti-108%2F&#038;title=%E2%80%9CScegli%20l%E2%80%99amore%2C%20dona%20la%20vita%E2%80%9D%3A%20AIDO%20e%20Lions%20Club%20Asti%20Alfieri%20ad%20Asti" data-a2a-url="https://www.vallibbt.it/aido/asti-108/" data-a2a-title="“Scegli l’amore, dona la vita”: AIDO e Lions Club Asti Alfieri ad Asti">Altri servizi</a></p><p>The post <a href="https://www.vallibbt.it/aido/asti-108/">“Scegli l’amore, dona la vita”: AIDO e Lions Club Asti Alfieri ad Asti</a> first appeared on <a href="https://www.vallibbt.it">VALLIBBT NEWS</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>AGD: A Cuneo Marcia Nazionale per la Pace</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Gabriella Abate]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2026 16:07:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pace]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Disarmare la tecnica, servire la pace. La politica come responsabilità preventiva. 31 dicembre 1968.  Sotto il Monte  (Bergamo) si snoda  la prima Marcia di Capodanno Il  titolo “La pace non è americana, come non è russa, romana o cinese; la pace vera è Cristo” (padre Davide Turoldo). Un tema scelto  per contestare il modo consumistico [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="mag-post-single">
<div class="mag-post-detail">
<header class="entry-header">
<p class="occhiello"><em><img decoding="async" class="size-full wp-image-76658 alignleft" src="https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/Marcia-Pace-2026_programma.jpg" alt="" width="480" height="600" srcset="https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/Marcia-Pace-2026_programma.jpg 480w, https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/Marcia-Pace-2026_programma-240x300.jpg 240w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" />Disarmare la tecnica, servire la pace. La politica come responsabilità preventiva.</em></p>
</header>
</div>
</div>
<div class="entry-content">
<p class="wp-block-paragraph">31 dicembre 1968.  Sotto il Monte  (Bergamo) si snoda  la prima Marcia di Capodanno Il  titolo “<em>La pace non è americana, come non è russa, romana o cinese; la pace vera è Cristo</em>” (padre Davide Turoldo). Un tema scelto  per contestare il modo consumistico di iniziare l’anno. Appoggiare l’impegno per il riconoscimento dell’obiezione di coscienza. E approfondire il Messaggio di papa  Paolo VI, del 1° gennaio seguente, Giornata Mondiale della Pace.</p>
<p class="wp-block-paragraph">Da allora queste “marce” sono diventate momenti di sensibilizzazione sui problemi urgenti della società civile ed ecclesiale. Ogni anno sono precedute da un convegno di approfondimento e di studio organizzato da <strong>Pax Christi Italia. </strong><br />
E ora anche dagli altri organismi che promuovono la Marcia: la <strong>Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro della CEI, Azione Cattolica Italiana, Acli, Agesci, Caritas Italiana, Movimento dei Focolari Italia, Libera</strong>.</p>
<h3 class="wp-block-heading"><strong><span style="color: #ff0000;">Dicembre 2026, scelto il Piemonte</span></strong></h3>
<p class="wp-block-paragraph">Quest’anno è stato scelto il  Piemonte per  accogliere e preparare nel pomeriggio del <strong>31 dicembre</strong> la<a href="https://www.caritascuneofossano.it/59a-marcia-nazionale-per-la-pace-2026"> <strong>59ª Marcia per la Pace</strong></a>. Chiedendo la disponibilità ad assumere questo impegno alla Diocesi di Cuneo – Fossano, nella città di <strong>Cuneo</strong>.<br />
<span style="color: #ff0000;"><strong>Il 30 e la mattina del 31 dicembre </strong></span>si svolgerà il Convegno preparatorio <span style="color: #ff0000;"><strong><em>al teatro cinema Monviso</em> </strong></span>della città, col tema <span style="color: #ff0000;">“<strong><em>Pace, lavoro e sicurezze</em></strong><em>.</em></span><strong><span style="color: #ff0000;"><em> Oltre la paura per superare schiavitù e discriminazioni</em>”</span>.</strong></p>
<p class="wp-block-paragraph">Mai come in questi tempi è importante riflettere sulla pace e lavorare per un mondo in pace.</p>
<h3 class="wp-block-heading"><span style="color: #ff0000;">L’importanza di riflettere sulla pace</span></h3>
<p class="wp-block-paragraph">Ce lo chiedono i Papi con il loro magistero forte e chiaro e le Chiese che sono in Italia, quasi all’unanimità, nel Documento di sintesi del Cammino sinodale. Nella Nota Pastorale “<em>Educare a una Pace disarmata e disarmante</em>”, al numero 87 la Conferenza Episcopale Italiana scrive “educare alla pace <em>è via maestra per rispondere alla chiamata di Gesù Cristo e al suo insegnamento, ci rende più credibili nella sua sequela</em>”, indicando anche (n.90) la partecipazione alla Marcia di fine anno come momento forte di presa di consapevolezza delle nostre responsabilità e di impegno solidale per le popolazioni coinvolte in un conflitto armato.</p>
<p class="wp-block-paragraph">Ce lo chiedono, poi, i popoli coinvolti nelle tante guerre e, in questi giorni, i giovani e meno giovani che hanno riempito le piazze e le strade delle città rivendicando pacificamente diritti e dignità. Il protagonismo delle chiese locali con laici, preti e vescovi che ci mettono la faccia, da Alba a Castel Volturno, è un segno bello e, speriamo, fecondo di ascolto e accompagnamento di chi oggi è sfruttato e vive ai margini.</p>
<p class="wp-block-paragraph">La Marcia di fine anno prenderà il via alle ore 15:30 con il ritrovo in piazza della Costituzione, percorrerà alcuni punti significativi della città di Cuneo e terminerà alle 21:00 con la celebrazione della Santa Messa – trasmessa da TV2000 – nella Cattedrale Santa Maria del Bosco. Seguirà un momento di fraternità e festa nei locali del Vescovado nuovo, prossimo alla Cattedrale.</p>
<p class="wp-block-paragraph">Tutte le informazioni necessarie su programma, percorso e logistica sono disponibili sulla pagina ufficiale dell’evento:</p>
<p class="wp-block-paragraph"><span style="font-size: 1.4rem; color: #ff0000;">https://www.caritascuneofossano.it/59a-marcia-nazionale-per-la-pace-2026</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Speriamo in una numerosa partecipazione.</span></p>
<p><strong><span style="font-size: medium; color: #ff0000;">Flavio Luciano – coordinatore diocesano della Marcia</span></strong></p>
<p style="text-align: left;" align="CENTER"><span style="color: #ff0000;"><strong><span style="font-size: large;">A G D &#8211; </span></strong></span><strong style="color: #ff0000; font-size: 1.4rem;"><span style="font-size: large;">Agenzia Giornali Diocesani</span></strong></p>
<p>Torino, 27-10-2026</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
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		<title>Mons. Salera sulla denatalità in Piemonte: Serve un nuovo progetto culturale</title>
		<link>https://www.vallibbt.it/denatalita/mons-salera/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Gabriella Abate]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Oct 2026 16:45:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Denatalità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mons. Daniele Salera, vescovo di Ivrea dal 16 dicembre 2024: «Non bastano gli incentivi economici. Occorre sostenere le famiglie e ricostruire fiducia nel futuro». Il Piemonte invecchia e le culle si svuotano. Nel 2024 sono nati appena 24.583 bambini, circa 15mila in meno rispetto al 2008. Oltre un piemontese su quattro ha almeno 65 anni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><i style="font-family: Calibri, serif; font-size: large;"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-76637" src="https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/Mons._Daniele_Salera_in_abito_corale.png" alt="Intervista a Mons. Daniele Salera, vescovo di Ivrea dal 2024, sulla denatalità in Piemonte." width="250" height="250" srcset="https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/Mons._Daniele_Salera_in_abito_corale.png 960w, https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/Mons._Daniele_Salera_in_abito_corale-300x300.png 300w, https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/Mons._Daniele_Salera_in_abito_corale-150x150.png 150w, https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/Mons._Daniele_Salera_in_abito_corale-768x768.png 768w" sizes="(max-width: 250px) 100vw, 250px" /></i></p>
<p><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: large;"><i>Mons. Daniele Salera, vescovo di Ivrea dal 16 dicembre 2024: «Non bastano gli incentivi economici. Occorre sostenere le famiglie e ricostruire fiducia nel futuro».</i></span></span></p>
<p><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: large;">Il Piemonte invecchia e le culle si svuotano. Nel 2024 sono nati appena 24.583 bambini, circa 15mila in meno rispetto al 2008. Oltre un piemontese su quattro ha almeno 65 anni e gli anziani sono quasi due volte e mezzo i ragazzi sotto i 15 anni. Una trasformazione che interroga il futuro del lavoro, del welfare, delle comunità e delle politiche di integrazione. Ne parliamo con monsignor Daniele Salera, da quasi due anni vescovo di Ivrea, laureato in Sociologia e delegato per la famiglia, i giovani, le vocazioni e la vita della Conferenza episcopale piemontese. È tra i promotori di </span></span><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: large;"><b>“Cantiere natalità: verso un nuovo equilibrio vita-lavoro”</b></span></span><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: large;">, il convegno organizzato da Diocesi di Ivrea e Confindustria Canavese venerdì 30 ottobre, dalle 9.30, alle Officine H. Un luogo simbolo dell&#8217;eredità di Adriano Olivetti, dove Chiesa, imprese, istituzioni, studiosi e giovani si confronteranno su una sfida che riguarda l&#8217;intera società.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: large;"><b>Eccellenza, perché la Chiesa ha scelto di sedersi allo stesso tavolo con il mondo produttivo? Non si rischia di ridurre la nascita di un figlio a una questione economica?</b></span></span></p>
<p><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: large;">L&#8217;idea nasce dall&#8217;incontro con Paolo Conta, allora presidente di Confindustria Ivrea e Canavese, cui da pochi giorni è succeduto Augusto Gemignani. Volevamo individuare temi comuni sui quali promuovere un progetto culturale condiviso. La natalità ci è sembrata un terreno particolarmente fecondo. Non vogliamo ridurla ad una questione economica, ma inserirla nel contesto di una riflessione relativa a quello che Conta ha definito un “nuovo umanesimo”. Dopo aver partecipato più volte agli Stati Generali della Natalità, ho pensato di portare questo confronto anche nel Canavese. Il prossimo appuntamento nazionale sarà a Roma il 25 e 26 novembre, promosso dalla Fondazione per la Natalità presieduta da Gigi De Palo, che modererà il convegno di Ivrea. È importante che questo tema, fino a pochi anni fa quasi di nicchia, sia oggi sempre più presente nel dibattito pubblico. La crisi demografica riguarda l&#8217;Italia, l&#8217;Europa e, con caratteristiche diverse, altre parti del mondo. Non può essere un argomento divisivo, di destra o di sinistra, di credenti o non credenti. Riguarda tutti.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: large;"><b>Il convegno si svolgerà alle Officine H, luogo simbolo dell&#8217;esperienza olivettiana. Che cosa resta oggi della visione di Adriano Olivetti, capace di coniugare impresa, lavoro e benessere delle famiglie?</b></span></span></p>
<p><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: large;">Il ricordo di Olivetti è ancora molto vivo nel Canavese e la sua intuizione continua a essere considerata profetica. Lavorare in Olivetti non significava soltanto avere un&#8217;occupazione sicura, ma poter crescere professionalmente e socialmente. C&#8217;era un rapporto strettissimo con il territorio e con la formazione dei giovani. Soprattutto esisteva un sistema di welfare molto avanzato, attento alla salute, al tempo libero, allo sport, ai figli. Era una visione della persona a 360 gradi. Molti mi raccontano di essere arrivati qui da altre regioni e di aver trovato non soltanto un lavoro, ma un contesto nel quale vivere bene. Un&#8217;eredità che merita di non essere dispersa.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: large;"><b>Di natalità si parla molto, ma spesso le risposte si limitano a incentivi occasionali. Che cosa chiede concretamente la Chiesa alle istituzioni? E che cosa resterà dopo il convegno?</b></span></span></p>
<p><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: large;">Come episcopato italiano siamo ancora prevalentemente sul terreno delle sollecitazioni più che su quello di un progetto culturale organico. Il mio auspicio è che questo tema diventi un progetto condiviso. Il convegno del 30 ottobre è un primo appuntamento di un percorso che desideriamo proseguire nel tempo. Un lavoro importante è già stato avviato dal laicato cattolico, in particolare da Gigi De Palo, dalla Fondazione per la Natalità e dal Forum nazionale delle associazioni familiari. È un esempio concreto della responsabilità affidata dal Concilio Vaticano II ai laici nel mondo. Come vescovi dobbiamo sostenere, difendere e promuovere questo impegno. Ma servono anche scelte politiche capaci di trasformare le proposte in interventi strutturali.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: large;"><b>Papa Leone XIV ha parlato di una “pandemia della solitudine” e della paura del futuro. Quanto pesa questa dimensione culturale nella scelta di non avere figli?</b></span></span></p>
<p><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: large;">La crisi della natalità è un problema articolato. Ci sono questioni concrete: retribuzioni insufficienti, soprattutto per i giovani, precarietà lavorativa, difficoltà ad avere una casa, una tassazione che non sostiene adeguatamente le famiglie, carenza di servizi per l&#8217;infanzia. Oggi la nascita di un figlio rischia di comportare un impoverimento per la famiglia. Ma c&#8217;è anche una questione culturale che riguarda le relazioni, gli stili di vita e la speranza. Tempo fa ho letto con interesse una riflessione di Federico Fubini sul Corriere della Sera che mette in relazione il calo delle nascite con la diffusione degli smartphone e dei social. È una correlazione sulla quale si stanno sviluppando studi interessanti e che merita attenzione. Questo strumento tecnologico può favorire l’ isolamento. Dobbiamo quindi interrogarci non soltanto sulle condizioni economiche, ma anche su come viviamo e quale futuro riusciamo a immaginare.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: large;"><b>Quale contributo possono offrire concretamente le comunità cristiane?</b></span></span></p>
<p><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: large;">Anzitutto sostenere i laici già impegnati in questo contesto, poi “liberare” i temi correlati al calo demografico da un dibattito riservato agli specialisti. Come delegato per la famiglia e i giovani della Conferenza episcopale piemontese ho invitato al convegno i responsabili degli uffici diocesani per la famiglia della regione. A Ivrea sono coinvolti anche gli uffici della Cultura e della Pastorale sociale e del lavoro. Abbiamo invitato gli studenti delle classi quarte e quinte delle scuole superiori del Canavese, alcuni dei quali saranno intervistati durante la mattinata. È fondamentale ascoltare i giovani, perché stiamo parlando del loro futuro. Serve un lavoro capillare, una rete trasversale che faccia crescere una sensibilità comune anche dopo il convegno.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: large;"><b>In Piemonte c&#8217;è un dato che sembra andare controcorrente: nei primi mesi del 2026 all&#8217;ospedale Santo Spirito di Casale Monferrato i parti sono aumentati del 40%. Che cosa insegna questa esperienza?</b></span></span></p>
<p><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: large;">È un segnale interessante, anche se non possiamo considerarlo la prova di un&#8217;inversione generale di tendenza. Mi ha colpito soprattutto la rete di servizi e consultori che accompagna le donne fin dall&#8217;inizio della gravidanza e continua a sostenerle dopo il parto. È una filiera di servizi che non si interrompe con la nascita del bambino. Quando le famiglie non vengono lasciate sole e trovano istituzioni capaci di accompagnarle, si creano condizioni più favorevoli per accogliere una nuova vita. È un&#8217;esperienza dalla quale possiamo imparare.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: large;"><b>Crisi demografica da un lato e una popolazione sempre più anziana dall’altro. Una spesa sociale crescente e territori che si spopolano. Quale ruolo può avere l&#8217;immigrazione?</b></span></span></p>
<p><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: large;">Sono questioni strettamente collegate che dovrebbero essere affrontate senza pregiudizi ideologici. L&#8217;Italia ha un&#8217;aspettativa di vita molto elevata e una parte crescente delle risorse dello stato sociale sarà destinata alle necessità assistenziali e sanitarie degli anziani. Contemporaneamente diminuiscono i giovani e interi territori rischiano di perdere vitalità. Pensiamo alle scuole delle aree interne: in diverse realtà rimangono aperte anche grazie ai figli delle famiglie immigrate. La stessa Conferenza episcopale italiana ha rivolto alle istituzioni un appello contro il progressivo spopolamento delle aree interne. Migliorare i percorsi di accoglienza e integrazione può rappresentare una risposta concreta per mantenere scuole, servizi e comunità. Anche questo è un aspetto della crisi demografica che non possiamo ignorare. Abbiamo bisogno di amministratori capaci di raccogliere queste analisi e trasformarle in politiche per la famiglia e per la natalità.</span></span></p>
<p><strong><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: large;">Chiara Genisio</span></span></strong></p>
<p style="text-align: left;" align="CENTER"><span style="color: #ff0000;"><strong><span style="font-size: large;">A G D &#8211; </span><span style="font-size: large;">Agenzia Giornali Diocesani</span></strong></span></p>
<p style="text-align: left;" align="CENTER">Un<a href="https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/convegno-IVREA-NATALITA-2026.jpeg"><span style="color: #ff0000;"><strong> CONVEGNO SULLA DENATALITA&#8217;</strong></span></a> in Piemonte si terrà a Ivrea <span style="color: #ff0000;"><strong>venerdì 30 ottobre</strong> </span>con il patrocinio della Conferenza episcopale piemontese,  a cui parteciperanno anche gli uffici diocesani della famiglia delle varie diocesi.</p>
<p style="text-align: left;" align="CENTER"><strong><a href="https://agdnotizie.it/2026/10/25/nascite-in-piemonte-record-negativo-nel-2024/" target="_blank" rel="noopener">SCHEDA SULLA DENATALITA&#8217; IN PIEMONTE</a></strong></p>
<p style="text-align: left;" align="CENTER"><a href="https://agdnotizie.it/2026/10/25/cantiere-natalita-parlano-i-vertici-di-confindustria-canavese/"><span style="color: #ff0000;"><strong>LA VOCE DI CONFINDUSTRIA</strong></span></a></p>
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		<title>Nella Scuola Alberghiera nuova cucina 3 nella sede di Asti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Gabriella Abate]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 10:44:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alberghiera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il nuovo laboratorio, realizzato anche grazie al contributo della Regione Piemonte, potenzia le attività di cucina, panificazione e pasticceria. Crescono gli iscritti: 250 ragazzi nei percorsi dell&#8217;obbligo formativo e oltre 1.500 allievi all’anno complessivi tra giovani e adulti. Una nuova cucina per imparare un mestiere, sperimentare, acquisire competenze e prepararsi a entrare nel mondo del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-76616 size-large" src="https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/Nuovo-lab-scuola-alberghiera-2-e1792579253400-1024x575.jpeg" alt="NELLA SCUOLA ALBERGHIERA DI AGLIANO TERME E ASTI, INAUGURATA NUOVA CUCINA 3 NELLA SEDE DI ASTI" width="635" height="357" srcset="https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/Nuovo-lab-scuola-alberghiera-2-e1792579253400-1024x575.jpeg 1024w, https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/Nuovo-lab-scuola-alberghiera-2-e1792579253400-300x168.jpeg 300w, https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/Nuovo-lab-scuola-alberghiera-2-e1792579253400-768x431.jpeg 768w, https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/Nuovo-lab-scuola-alberghiera-2-e1792579253400.jpeg 1458w" sizes="auto, (max-width: 635px) 100vw, 635px" />Il nuovo laboratorio, realizzato anche grazie al contributo della Regione Piemonte, potenzia le attività di cucina, panificazione e pasticceria. Crescono gli iscritti: 250 ragazzi nei percorsi dell&#8217;obbligo formativo e oltre 1.500 allievi all’anno complessivi tra giovani e adulti.</p>
<p>Una nuova cucina per imparare un mestiere, sperimentare, acquisire competenze e prepararsi a entrare nel mondo del lavoro. È stata inaugurata questa mattina, nella sede di Asti della Scuola Alberghiera di Agliano Terme e Asti, la <strong>Cucina 3</strong>, il terzo laboratorio di cucina della sede cittadina, realizzato grazie a un importante finanziamento <strong>della Regione Piemonte </strong>(120 mila euro), nell&#8217;ambito dei bandi dedicati al potenziamento delle strutture e sedi didattiche.</p>
<p>Il nuovo spazio rappresenta un ulteriore investimento nella qualità della didattica e nelle opportunità offerte agli studenti. Attrezzature professionali, nuove tecnologie e monitor a supporto delle lezioni consentiranno di potenziare le attività pratiche, con particolare attenzione anche alla panificazione e alla pasticceria.</p>
<p>L&#8217;inaugurazione arriva in un momento di crescita per la Scuola Alberghiera, che nell&#8217;anno formativo 2026/2027 registra il numero più alto di iscritti ai percorsi dell&#8217;obbligo formativo: <strong>250 ragazzi</strong>, con tre classi prime nella sede di Asti e una ad Agliano Terme, quest&#8217;ultima composta da 32 studenti. Considerando anche i percorsi rivolti agli adulti, sono <strong>oltre</strong> <strong>1.500 gli allievi</strong> che frequentano complessivamente le attività formative della scuola.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-76617 size-large" src="https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/Nuovo-lab-scuola-alberghiera-1-e1792579439803-1024x590.jpeg" alt="INAUGURAZIONE DELLA NUOVA CUCINA 3 NELLA SCUOLA ALBERGHIERA DI AGLIANO TERME E ASTI, NELLA SEDE DI ASTI." width="635" height="366" srcset="https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/Nuovo-lab-scuola-alberghiera-1-e1792579439803-1024x590.jpeg 1024w, https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/Nuovo-lab-scuola-alberghiera-1-e1792579439803-300x173.jpeg 300w, https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/Nuovo-lab-scuola-alberghiera-1-e1792579439803-768x442.jpeg 768w, https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/Nuovo-lab-scuola-alberghiera-1-e1792579439803.jpeg 1485w" sizes="auto, (max-width: 635px) 100vw, 635px" />«Questa nuova cucina è soprattutto un&#8217;opportunità in più per i nostri ragazzi – sottolinea la direttrice <strong>Alessandra Sozio</strong> –. La formazione alberghiera ha bisogno di laboratori nei quali gli studenti possano esercitarsi quotidianamente, confrontarsi con le attrezzature e le tecnologie che troveranno nelle cucine professionali e imparare attraverso l&#8217;esperienza. Ma il nostro compito non si esaurisce nell&#8217;insegnamento di una tecnica. Cerchiamo di educare i ragazzi anche al gusto, alla cura e al bello, perché lavorare nella ristorazione significa saper creare un&#8217;esperienza per le persone che accogliamo».</p>
<p>Un&#8217;attenzione alla bellezza che riguarda anche gli ambienti scolastici. Durante l&#8217;inaugurazione è stato anche ricordato il contributo dell&#8217;artista <strong>Gabriele Sanzo</strong>, impegnato nella realizzazione di murales per rendere più accogliente la sala ristorante della sede di Asti. Un progetto che mette in relazione arte e ristorazione, nella convinzione che anche gli spazi nei quali si studia e si lavora contribuiscano alla formazione.</p>
<p>«La Cucina 3 è il risultato di un lavoro collettivo – dichiara la presidente <strong>Annalisa Conti</strong> –. Il finanziamento della Regione Piemonte ci ha permesso di compiere un altro passo importante nel potenziamento della scuola, ma dietro questo risultato ci sono tante persone e istituzioni che desidero ringraziare. La Provincia di Asti, oggi rappresentata da Davide Migliasso, tutti i nostri soci, che continuano a credere nel valore della formazione professionale, e l&#8217;ASL, con la quale collaboriamo per garantire laboratori conformi alle normative e alle esigenze di sicurezza. Un ringraziamento particolare va alla dottoressa Renza Berruti, sempre al nostro fianco. E naturalmente a tutto il personale della scuola, che ogni giorno contribuisce alla crescita di questa realtà».</p>
<p>La presidente ha inoltre richiamato l&#8217;importanza di una rete di enti e sostenitori che accompagna lo sviluppo della Scuola Alberghiera.</p>
<p>A sottolineare il valore del lavoro svolto dal personale è intervenuto <strong>Marco Biglia</strong>, che ha ringraziato i dipendenti «per la professionalità e la capacità di individuare e cogliere le opportunità offerte dai bandi di finanziamento. Un&#8217;attività spesso poco visibile, ma fondamentale per trasformare le risorse disponibili in nuovi strumenti e opportunità formative».</p>
<p>Presente alla cerimonia anche il sindaco di Asti <strong>Maurizio Rasero</strong>, che si è rivolto in particolare agli studenti: «Questa scuola è uno dei più bei biglietti da visita del nostro territorio, un fiore all&#8217;occhiello della provincia. Voi vi state preparando a svolgere un lavoro che avrà sempre più importanza in futuro. Imparare a cucinare significa anche imparare ad accogliere».</p>
<p>La nuova Cucina 3 si inserisce così in un percorso di crescita che riguarda non soltanto il numero degli studenti e il potenziamento delle strutture, ma anche il modo di intendere la formazione alberghiera: unire competenze tecniche, attenzione alle persone, cultura dell&#8217;accoglienza e sensibilità per il bello.</p>
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		<title>Agd: Caporalato anche in Piemonte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Gabriella Abate]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2026 18:35:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sfruttamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Contratti regolari, alloggi e controlli: dalla denuncia della Caritas di Alba una responsabilità per tutta la filiera agricola. La denuncia della Caritas di Alba e del vescovo Marco &#160; Caporalato in Piemonte, servono risposte oltre l’emergenza Contratti regolari, alloggi e controlli: dalla denuncia della Caritas di Alba una responsabilità per tutta la filiera agricola. La [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div>
<div style="text-align: left;">
<header><span style="color: #ff0000;"><strong>Contratti regolari, alloggi e controlli: dalla denuncia della Caritas di Alba una responsabilità per tutta la filiera agricola.</strong></span></header>
<header></header>
</div>
</div>
<div style="text-align: left;"><em><strong><span style="color: #ff0000;">La</span> <span style="color: #ff0000;">denuncia della Caritas di Alba e del vescovo Marco</span></strong></em></div>
<div>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-76606 alignleft" src="https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/vendemmia-496x1024-1.png" alt="" width="310" height="640" srcset="https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/vendemmia-496x1024-1.png 310w, https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/vendemmia-496x1024-1-145x300.png 145w" sizes="auto, (max-width: 310px) 100vw, 310px" />Caporalato in Piemonte, servono risposte oltre l’emergenza<br />
Contratti regolari, alloggi e controlli: dalla denuncia della Caritas di Alba una responsabilità per tutta la filiera agricola.</p>
<p>La denuncia della Caritas di Alba e del vescovo Marco Brunetti sull’«altra vendemmia», dei giorni scorsi, riguarda una questione che attraversa l’intera agricoltura piemontese. Dalla frutticoltura del Saluzzese ai vigneti delle Langhe, del Roero, dell’Astigiano e dell’Alessandrino, lo sfruttamento della manodopera richiede interventi coordinati su contratti, accoglienza e controlli.</p>
<p>Di fronte alle intimidazioni subite dai responsabili della Caritas, denunciare è un dovere evangelico e civile. La comunità cristiana deve sostenere chi difende i lavoratori e contribuire a far emergere le irregolarità. Le esigenze del mercato e i tempi delle raccolte non possono giustificare la riduzione dei diritti.</p>
<p>Secondo le stime dell’Osservatorio Placido Rizzotto della Flai-Cgil, in Piemonte sono tra 8 mila e 10 mila i lavoratori a rischio sfruttamento o caporalato. I numeri dei territori aiutano a comprendere la dimensione del problema.</p>
<p>Le aree in Piemonte dove lavorano oltre 13mila stagionali<br />
Nel Saluzzese arrivano ogni anno oltre 13 mila stagionali per le raccolte frutticole: la fascia esposta all’irregolarità o al rischio di caporalato è stimata tra 2 mila e 3 mila persone. Nelle Langhe e nel Roero sono oltre 6 mila gli addetti alle vendemmie, più della metà stagionali, con una stima di 1.500–2 mila lavoratori nell’area di rischio.</p>
<p>Nell’Astigiano e nell’Alessandrino, tra viticoltura, nocciole e orticoltura, vengono indicati circa 5 mila stagionali e 2 mila persone a rischio. Nell’Astigiano sono segnalate almeno 32 località con criticità legate all’intermediazione illecita e al lavoro irregolare, che interessano circa 2 mila braccianti.</p>
<p>Il Torinese conta oltre 6 mila addetti agricoli, circa un quarto dei quali stranieri extracomunitari; la stima delle persone esposte all’irregolarità o al rischio di caporalato è di mille–1.500. Sono categorie e ambiti territoriali in parte differenti, che non possono essere sommati automaticamente, ma mostrano quanto sia necessario tutelare il lavoro agricolo.</p>
<p>Lo sfruttamento assume forme diverse<br />
Lo sfruttamento assume forme diverse: cooperative spurie, appalti fittizi, giornate dichiarate inferiori a quelle effettivamente lavorate. Le inchieste territoriali e i dossier sindacali hanno evidenziato, in singole aree, un volume d’affari illegale legato all’intermediazione fittizia fino a 40 milioni di euro in due anni, con salari ridotti del 30–50 per cento rispetto ai minimi contrattuali. Nei casi più gravi emergono paghe fino a 2 euro l’ora.</p>
<p>Il controllo sui lavoratori passa anche dai servizi indispensabili: trasporto verso i campi e posti letto possono costare trattenute di 200–300 euro al mese, anche per sistemazioni sovraffollate. La mancanza di alternative abitative accresce la dipendenza dagli intermediari.</p>
<p>Il fenomeno si inserisce in un’economia regionale nella quale le elaborazioni su dati Istat e le analisi della CGIA di Mestre indicano circa 162 mila occupati irregolari, nei diversi settori, e quasi 4,9 miliardi di euro l’anno di valore aggiunto sommerso. A fronte di un tasso medio di irregolarità attorno all’8,5 per cento, nel comparto agricolo del Torinese e di alcune vallate vengono segnalate quote di lavoro non regolare o grigio fino al 38 per cento. Il sommerso non coincide con il caporalato, ma costituisce un contesto nel quale lo sfruttamento può svilupparsi.</p>
<p>In Valle d’Aosta gli stagionali sono stimati tra mille e 1.500, impiegati soprattutto negli alpeggi, nelle stalle e nelle vendemmie. Le criticità riguardano gli orari prolungati, il lavoro non registrato nei picchi estivi e la difficoltà di verificare le condizioni della manodopera negli alpeggi isolati.</p>
<p>La risposta deve partire dalla programmazione. L’arrivo degli stagionali è prevedibile: alloggi dignitosi, trasporti regolari e accesso ai servizi sanitari devono essere organizzati prima delle raccolte. Alle imprese chiediamo assunzioni dirette, contratti trasparenti e compensi equi; alle istituzioni, il rafforzamento dei controlli e del coordinamento territoriale.</p>
<p>Rispettare i protocolli con le Prefetture<br />
I protocolli con le Prefetture, l’accoglienza diffusa nel Saluzzese, i presidi sindacali e le Brigate del lavoro della Flai-Cgil rappresentano esperienze da sostenere. Il Tavolo regionale sul caporalato riunisce istituzioni, organi di controllo, Flai-Cgil, Fai-Cisl, Uila-Uil, Coldiretti, Confagricoltura e Cia: deve favorire il monitoraggio dei flussi e gli interventi nei periodi di maggiore attività. Anche la Rete del lavoro agricolo di qualità, gestita dall’Inps, è uno strumento da valorizzare.</p>
<p>Le diocesi piemontesi e valdostane possono contribuire attraverso un’azione comune di ascolto, accoglienza e tutela. La Giornata nazionale del Ringraziamento dell’8 novembre, dedicata a «Sguardi di gratitudine e di speranza per le aree interne del Paese», ci richiama proprio al legame tra cura del territorio e dignità delle persone.</p>
<p>Contrastare lo spopolamento, sostenere l’agricoltura familiare e offrire opportunità ai giovani richiede un lavoro remunerato correttamente. Nella mia libera lettura della testimonianza di sant’Isidoro, patrono degli agricoltori, questo impegno prende la forma dell’accoglienza, della solidarietà e della difesa dei diritti. La qualità delle nostre produzioni deve trovare riscontro nelle condizioni di chi le rende possibili.</p>
<p>Gaetano Quadrelli, Responsabile regionale dell’Ufficio della Pastorale sociale e del lavoro di Piemonte e Valle d’Aosta</p>
<p><a href="https://agdnotizie.it/2026/10/12/caporalato-vendemmia-alba-2026/">Brunetti</a> sull’«altra vendemmia», dei giorni scorsi, riguarda una questione che attraversa l’intera agricoltura piemontese. Dalla frutticoltura del Saluzzese ai vigneti delle Langhe, del Roero, dell’Astigiano e dell’Alessandrino, lo sfruttamento della manodopera richiede interventi coordinati su contratti, accoglienza e controlli.Di fronte alle intimidazioni subite dai responsabili della Caritas, denunciare è un dovere evangelico e civile. La comunità cristiana deve sostenere chi difende i lavoratori e contribuire a far emergere le irregolarità. Le esigenze del mercato e i tempi delle raccolte non possono giustificare la riduzione dei diritti.Secondo le stime dell’Osservatorio Placido Rizzotto della Flai-Cgil, in Piemonte sono tra 8 mila e 10 mila i lavoratori a rischio sfruttamento o caporalato. I numeri dei territori aiutano a comprendere la dimensione del problema.</p>
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<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Le aree in Piemonte dove lavorano oltre 13mila stagionali</strong></span></p>
<p>Nel Saluzzese arrivano ogni anno oltre 13 mila stagionali per le raccolte frutticole: la fascia esposta all’irregolarità o al rischio di caporalato è stimata tra 2 mila e 3 mila persone. Nelle Langhe e nel Roero sono oltre 6 mila gli addetti alle vendemmie, più della metà stagionali, con una stima di 1.500–2 mila lavoratori nell’area di rischio.Nell’Astigiano e nell’Alessandrino, tra viticoltura, nocciole e orticoltura, vengono indicati circa 5 mila stagionali e 2 mila persone a rischio. Nell’Astigiano sono segnalate almeno 32 località con criticità legate all’intermediazione illecita e al lavoro irregolare, che interessano circa 2 mila braccianti.Il Torinese conta oltre 6 mila addetti agricoli, circa un quarto dei quali stranieri extracomunitari; la stima delle persone esposte all’irregolarità o al rischio di caporalato è di mille–1.500. Sono categorie e ambiti territoriali in parte differenti, che non possono essere sommati automaticamente, ma mostrano quanto sia necessario tutelare il lavoro agricolo.</p>
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<p><strong><span style="color: #ff0000;">Lo sfruttamento assume forme diverse</span></strong></p>
<p>Lo sfruttamento assume forme diverse: cooperative spurie, appalti fittizi, giornate dichiarate inferiori a quelle effettivamente lavorate. Le inchieste territoriali e i dossier sindacali hanno evidenziato, in singole aree, un volume d’affari illegale legato all’intermediazione fittizia fino a 40 milioni di euro in due anni, con salari ridotti del 30–50 per cento rispetto ai minimi contrattuali. Nei casi più gravi emergono paghe fino a 2 euro l’ora.Il controllo sui lavoratori passa anche dai servizi indispensabili: trasporto verso i campi e posti letto possono costare trattenute di 200–300 euro al mese, anche per sistemazioni sovraffollate. La mancanza di alternative abitative accresce la dipendenza dagli intermediari.Il fenomeno si inserisce in un’economia regionale nella quale le elaborazioni su dati Istat e le analisi della CGIA di Mestre indicano circa 162 mila occupati irregolari, nei diversi settori, e quasi 4,9 miliardi di euro l’anno di valore aggiunto sommerso. A fronte di un tasso medio di irregolarità attorno all’8,5 per cento, nel comparto agricolo del Torinese e di alcune vallate vengono segnalate quote di lavoro non regolare o grigio fino al 38 per cento. Il sommerso non coincide con il caporalato, ma costituisce un contesto nel quale lo sfruttamento può svilupparsi.In Valle d’Aosta gli stagionali sono stimati tra mille e 1.500, impiegati soprattutto negli alpeggi, nelle stalle e nelle vendemmie. Le criticità riguardano gli orari prolungati, il lavoro non registrato nei picchi estivi e la difficoltà di verificare le condizioni della manodopera negli alpeggi isolati.La risposta deve partire dalla programmazione. L’arrivo degli stagionali è prevedibile: alloggi dignitosi, trasporti regolari e accesso ai servizi sanitari devono essere organizzati prima delle raccolte. Alle imprese chiediamo assunzioni dirette, contratti trasparenti e compensi equi; alle istituzioni, il rafforzamento dei controlli e del coordinamento territoriale.</p>
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<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Rispettare i protocolli con le Prefetture</strong></span></p>
<p>I protocolli con le Prefetture, l’accoglienza diffusa nel Saluzzese, i presidi sindacali e le Brigate del lavoro della Flai-Cgil rappresentano esperienze da sostenere. Il Tavolo regionale sul caporalato riunisce istituzioni, organi di controllo, Flai-Cgil, Fai-Cisl, Uila-Uil, Coldiretti, Confagricoltura e Cia: deve favorire il monitoraggio dei flussi e gli interventi nei periodi di maggiore attività. Anche la Rete del lavoro agricolo di qualità, gestita dall’Inps, è uno strumento da valorizzare.Le diocesi piemontesi e valdostane possono contribuire attraverso un’azione comune di ascolto, accoglienza e tutela. La Giornata nazionale del Ringraziamento dell’8 novembre, dedicata a «Sguardi di gratitudine e di speranza per le aree interne del Paese», ci richiama proprio al legame tra cura del territorio e dignità delle persone.Contrastare lo spopolamento, sostenere l’agricoltura familiare e offrire opportunità ai giovani richiede un lavoro remunerato correttamente. Nella mia libera lettura della testimonianza di sant’Isidoro, patrono degli agricoltori, questo impegno prende la forma dell’accoglienza, della solidarietà e della difesa dei diritti. La qualità delle nostre produzioni deve trovare riscontro nelle condizioni di chi le rende possibili.</p>
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<div><span style="color: #ff0000;"><strong>Gaetano Quadrelli</strong></span></div>
<div><em>Responsabile regionale dell’Ufficio della Pastorale sociale e del lavoro di Piemonte e Valle d’Aosta</em></div>
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<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vallibbt.it%2Fsfruttamento%2Fpiemonte-50%2F&amp;linkname=Agd%3A%20Caporalato%20anche%20in%20Piemonte" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_twitter" href="https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vallibbt.it%2Fsfruttamento%2Fpiemonte-50%2F&amp;linkname=Agd%3A%20Caporalato%20anche%20in%20Piemonte" title="Twitter" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vallibbt.it%2Fsfruttamento%2Fpiemonte-50%2F&amp;linkname=Agd%3A%20Caporalato%20anche%20in%20Piemonte" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vallibbt.it%2Fsfruttamento%2Fpiemonte-50%2F&amp;linkname=Agd%3A%20Caporalato%20anche%20in%20Piemonte" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_copy_link" href="https://www.addtoany.com/add_to/copy_link?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.vallibbt.it%2Fsfruttamento%2Fpiemonte-50%2F&amp;linkname=Agd%3A%20Caporalato%20anche%20in%20Piemonte" title="Copy Link" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_no_icon addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.vallibbt.it%2Fsfruttamento%2Fpiemonte-50%2F&#038;title=Agd%3A%20Caporalato%20anche%20in%20Piemonte" data-a2a-url="https://www.vallibbt.it/sfruttamento/piemonte-50/" data-a2a-title="Agd: Caporalato anche in Piemonte">Altri servizi</a></p><p>The post <a href="https://www.vallibbt.it/sfruttamento/piemonte-50/">Agd: Caporalato anche in Piemonte</a> first appeared on <a href="https://www.vallibbt.it">VALLIBBT NEWS</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>L’etichetta vincitrice per la bottiglia istituzionale del Vermouth di Torino</title>
		<link>https://www.vallibbt.it/vermouth/sicilia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Gabriella Abate]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2026 09:15:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vermouth]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è chiusa in Sicilia la quinta edizione del label design contest Insuperlabelpromosso da Auroflex.Al centro del concorso 2026 la progettazione di un’etichetta per labottiglia istituzionale del Consorzio del Vermouth di Torino. L’etichetta doveva proporre un dialogo fra tradizione, linguaggi contemporanei e innovazione nella stampa. Il designer David Arona è l’autore del progetto vincente. La [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.vallibbt.it/vermouth/sicilia/">L’etichetta vincitrice per la bottiglia istituzionale del Vermouth di Torino</a> first appeared on <a href="https://www.vallibbt.it">VALLIBBT NEWS</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-76598 size-large" src="https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/02-immagine-comunicato-stampa-finale_Tavola-disegno-1-scaled-e1792401171102-1024x783.jpg" alt="Proclamata l’etichetta vincitrice per la bottiglia istituzionale del Consorzio del Vermouth di Torino. Nella foto David Arona con la dott.ssa Giusi Mainardi." width="635" height="486" srcset="https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/02-immagine-comunicato-stampa-finale_Tavola-disegno-1-scaled-e1792401171102-1024x783.jpg 1024w, https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/02-immagine-comunicato-stampa-finale_Tavola-disegno-1-scaled-e1792401171102-300x230.jpg 300w, https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/02-immagine-comunicato-stampa-finale_Tavola-disegno-1-scaled-e1792401171102-768x588.jpg 768w, https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/02-immagine-comunicato-stampa-finale_Tavola-disegno-1-scaled-e1792401171102-1536x1175.jpg 1536w, https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/02-immagine-comunicato-stampa-finale_Tavola-disegno-1-scaled-e1792401171102.jpg 1835w" sizes="auto, (max-width: 635px) 100vw, 635px" />Si è chiusa in Sicilia la quinta edizione del label design contest Insuperlabelpromosso da Auroflex.Al centro del concorso 2026 la progettazione di un’etichetta per labottiglia istituzionale del Consorzio del Vermouth di Torino. L’etichetta doveva proporre un dialogo fra tradizione, linguaggi contemporanei e innovazione nella stampa.</p>
<p>Il <strong>designer David Arona</strong> è l’autore del progetto vincente. La sua etichetta ha tradotto in modo semplice e immediato l’immaginario torinese, dove simboli identitari, ricerca grafica e lavorazioni materiche si sono incontrati per raccontare il carattere del celebre vino aromatizzato piemontese, protagonista mondiale dell’aperitivo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-76611" src="https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/BERTA-INSUPERLABEL-DIRETTORE-PRESIDENTE-TIZ_9556-300x249.jpg" alt="IL DIRETTORE DEL CONSORZIO PIERSTEFANO BERTA E IL PRESIDENTE BRUNO MALAVASI" width="440" height="365" srcset="https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/BERTA-INSUPERLABEL-DIRETTORE-PRESIDENTE-TIZ_9556-300x249.jpg 300w, https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/BERTA-INSUPERLABEL-DIRETTORE-PRESIDENTE-TIZ_9556-1024x850.jpg 1024w, https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/BERTA-INSUPERLABEL-DIRETTORE-PRESIDENTE-TIZ_9556-768x638.jpg 768w, https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/BERTA-INSUPERLABEL-DIRETTORE-PRESIDENTE-TIZ_9556.jpg 1422w" sizes="auto, (max-width: 440px) 100vw, 440px" />Il Presidente <strong>Bruno Malavasi</strong>, e il Direttore del Consorzio <strong>Pierstefano Berta</strong>, presenti alla consegna del premio, hanno manifestato soddisfazione per la riuscita di questa originale iniziativa. Il Consorzio del Vermouth di Torino è infatti in assoluto il primo Consorzio ad aver scelto di utilizzare lo strumento del contest per la selezione di una nuova etichetta istituzionale.</p>
<p>Quella con Insuperlabel 2026 è una collaborazione che dopo un anno di intenso lavoro ha raggiunto importanti risultati, coinvolgendo la professionalità e la creatività di ben 170 studi grafici di tutta l’Italia. E’ stato così costruito un efficace e ampio dialogo tra la storia di un prodotto d’eccellenza come il Vermouth di Torino IGP, l’identità del suo territorio, il suo fascino, e la capacità del design di trovare nuovi linguaggi per raccontarli.</p>
<p><strong>La proclamazione si è svolta l’8 ottobre</strong> all’hotel La Tonnara di Bonagia (TP), in Sicilia, al termine di una sfida creativa che ha visto otto progetti finalisti. Ad esaminare le etichette proposte dai designer è stata una giuria multidisciplinare di esperti composta da Giusi Mainardi, docente di Storia della Vite e del Vino, con particolare esperienza nello studio della storia del Vermouth di Torino; Sergio Piergallini, Product &amp; Packaging Designer e R&amp;D Specialist in Auge Design; Gianfranco Marrone, semiologo, docente all’università di Palermo; Alessio Cottino, visual designer, illustratore e docente di Multimedia Design; Silvia Barbero, direttrice del Sys – Systemic Design Lab del Politecnico di Torino.</p>
<p>Consorzio del Vermouth di Torino, costituito nel 2019, è l’ente che tutela e promuove la prima e unica Indicazione Geografica Protetta riconosciuta in Europa per un vino aromatizzato. Il Consorzio rappresenta oltre 50 produttori, tra cui importanti multinazionali, realtà produttive medie e piccole, e rappresentanti della filiera delle erbe aromatiche, che coprono il 96% della produzione di questa eccellenza del Piemonte, diffusa in 82 Paesi. La produzione è arrivata a toccare circa 6 milioni di bottiglie e registra una costante tendenza alla crescita in volumi e valori.</p>
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		<title>Inaugurata a Canelli la mostra “Poeta di Poeti” coi dipinti giapponesi donati da Ungaretti</title>
		<link>https://www.vallibbt.it/mostre/canelli-246/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Gabriella Abate]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Oct 2026 15:58:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un incontro tra culture, un dialogo tra sensibilità artistiche lontane, un legame che attraversa il tempo e trova nell’arte e nella poesia un linguaggio universale. È questo il significato più profondo della mostra “Poeta di Poeti”, inaugurata venerdì 16 ottobre nella suggestiva cornice barocca della chiesa di San Rocco, a Canelli, dove sono esposti per [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.vallibbt.it/mostre/canelli-246/">Inaugurata a Canelli la mostra “Poeta di Poeti” coi dipinti giapponesi donati da Ungaretti</a> first appeared on <a href="https://www.vallibbt.it">VALLIBBT NEWS</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-76588 size-large" src="https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/Inaugurazione-mostra-Poeta-di-Poeti-e1792338801250-1024x560.jpg" alt="INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA &quot;POETA DI POETI&quot; CON I DIPINTI DONATI DA GIUSEPPE UNGARETTI A BRUNA BIANCO " width="635" height="347" srcset="https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/Inaugurazione-mostra-Poeta-di-Poeti-e1792338801250-1024x560.jpg 1024w, https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/Inaugurazione-mostra-Poeta-di-Poeti-e1792338801250-300x164.jpg 300w, https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/Inaugurazione-mostra-Poeta-di-Poeti-e1792338801250-768x420.jpg 768w, https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/Inaugurazione-mostra-Poeta-di-Poeti-e1792338801250-1536x840.jpg 1536w, https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/Inaugurazione-mostra-Poeta-di-Poeti-e1792338801250.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 635px) 100vw, 635px" />Un incontro tra culture, un dialogo tra sensibilità artistiche lontane, un legame che attraversa il tempo e trova nell’arte e nella poesia un linguaggio universale. È questo il significato più profondo della mostra “Poeta di Poeti”, inaugurata <strong>venerdì 16 ottobre</strong> nella suggestiva cornice barocca della <strong>chiesa di San Rocco, a Canelli</strong>, dove sono esposti per la prima volta ufficialmente alcuni degli <strong>antichi dipinti giapponesi</strong> che Giuseppe Ungaretti donò alla sua musa, <strong>Bruna Bianco</strong>.</p>
<p>Una giornata di grande valore culturale e simbolico, che ha visto la partecipazione di numerose autorità e rappresentanti istituzionali, accolti dal sindaco di Canelli, Roberta Rosa Giovine, insieme a ospiti del mondo culturale e artistico.</p>
<p>A conferire un significato internazionale all’evento è stata la presenza dell’Ambasciatore del Giappone in Italia, Ono Hikariko, accompagnata dal funzionario dell’Ambasciata, Ufficio Cultura e Stampa, dott. Hiroshi Kubo, a testimonianza dell’importanza del dialogo culturale tra i due Paesi.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-76593 size-large" src="https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/Ambasciatore-BANDERA-e1792340753454-1024x622.jpg" alt="VISITA DELL'AMBASCIATORE GIAPPONESE ALLA MOSTRA SUL RICAMO BANDERA" width="635" height="386" srcset="https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/Ambasciatore-BANDERA-e1792340753454-1024x622.jpg 1024w, https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/Ambasciatore-BANDERA-e1792340753454-300x182.jpg 300w, https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/Ambasciatore-BANDERA-e1792340753454-768x467.jpg 768w, https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/Ambasciatore-BANDERA-e1792340753454-1536x933.jpg 1536w, https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/Ambasciatore-BANDERA-e1792340753454.jpg 2034w" sizes="auto, (max-width: 635px) 100vw, 635px" />La presenza dell’Ambasciatore si è inserita in una più ampia visita alla città, che nella mattinata di <strong>sabato 17 ottobre</strong> l’ha portata, sempre accompagnata dal Sindaco Roberta Giovine, a Palazzo Anfossi, sede del Comune di Canelli, e alle storiche Cattedrali Sotterranee delle Cantine Bosca (Patrimonio dell’Umanità), dove è stata accolta dalle padrone di casa, Pia e Polina Bosca. Ha inoltre visitato la<strong> mostra e assistito alla dimostrazione del Ricamo Bandera</strong>, organizzate dall’associazione “Dal fuso in poi” in collaborazione con il Club per l’UNESCO di Canelli. Un’occasione per apprezzare le affinità tra l’antica tradizione tessile piemontese e il ricamo giapponese, accomunati dalla sapienza artigianale e dalla ricerca della bellezza. La visita si è conclusa con un incontro con una rappresentanza di imprenditori e associazioni canellesi, ulteriore opportunità di conoscenza e confronto tra la realtà locale e la delegazione giapponese.</p>
<p>Al centro dell’iniziativa, la volontà di Bruna Bianco, che ha fortemente desiderato che queste opere fossero presentate proprio a Canelli, città profondamente legata alla sua storia con Ungaretti, prima di intraprendere un percorso che le porterà a essere conosciute anche nel mondo. Una scelta che restituisce alla città un ruolo speciale: quello di luogo in cui una vicenda privata, nata dall’incontro tra due anime sensibili, si apre alla comunità e diventa patrimonio condiviso. A dar corpo alla volontà di Bruna Bianco è stata la collaborazione tra il Comune di Canelli, la “Turma Ungà” e le associazioni Memoria Viva Canelli e Mnemosyne di Brescia, con la partecipazione della Biblioteca G. Monticone e del Club per l’Unesco di Canelli.</p>
<p>La mostra, curata da Paolo Linetti, esperto di arte giapponese, prende il titolo dalla presenza, nella collezione, di<strong> ritratti di antichi poeti giapponesi</strong>. “Poeta di Poeti” diventa così molto più di un’esposizione di dipinti: è un invito a scoprire come la poesia possa vivere anche attraverso le immagini, i segni, la luce e il silenzio. Nelle opere si incontrano tradizioni artistiche differenti, ma unite dalla medesima ricerca dell’essenziale, dalla capacità di evocare emozioni e dalla tensione verso ciò che supera i confini delle parole.</p>
<p>Il legame tra Ungaretti e queste opere racconta anche una storia di fascinazione e riconoscimento. Il poeta, che aveva maturato un profondo interesse per la cultura giapponese, affidò i dipinti a Bruna Bianco nel 1968, riconoscendo in lei una sensibilità capace di comprenderne e custodirne la profondità. Quel dono, oggi, si trasforma in un gesto di apertura: ciò che apparteneva a una storia intima diventa occasione di incontro tra popoli, generazioni e visioni del mondo.</p>
<p>Nella cornice di San Rocco, luogo storico di Canelli, la bellezza dell’arte giapponese dialoga con la memoria del territorio e con la vocazione internazionale della cultura. La presenza delle autorità italiane e giapponesi sottolinea il valore di un’iniziativa che supera la dimensione espositiva per farsi esperienza di conoscenza reciproca, amicizia e condivisione.</p>
<p>«La bellezza non conosce confini: attraversa il tempo, unisce culture diverse e trova nella poesia una lingua capace di parlare a tutti». È questo lo spirito che accompagna “Poeta di Poeti”, una mostra che celebra non soltanto il valore artistico di una preziosa collezione, ma anche la forza dei legami umani e della cultura come strumento di dialogo e di pace.</p>
<p>Con questa inaugurazione, Canelli si conferma luogo di memoria e di cultura viva, capace di accogliere una storia straordinaria e di trasformarla in un ponte tra Italia e Giappone, nel segno di Ungaretti, di Bruna Bianco e di quella bellezza che, quando viene condivisa, appartiene a tutti.</p>
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		<title>AGD: Il costo umano della vendemmia. La denuncia della Caritas albese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Gabriella Abate]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 07:17:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vendemmia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’altra vendemmia: il costo umano dietro il lavoro nei vigneti di Langhe e Roero. La denuncia della Caritas albese. L&#8217;invito del vescovo Brunetti: servono soluzioni strutturali e durature. Oltre 6.000 lavoratori, 16 insediamenti di fortuna e 4.500 pasti distribuiti dalla mensa Caritas di via Pola. Sono alcuni dei numeri che descrivono la vendemmia 2026 nell’Albese, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs x126k92a">
<div dir="auto"><span style="font-size: 1.4rem;"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-76572 size-full" src="https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/Mons-Brunetti.jpg" alt="MONS MARCO BRUNETTI VESCOVO DI ALBA DAL 13 MARZO 2016" width="683" height="384" srcset="https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/Mons-Brunetti.jpg 683w, https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/Mons-Brunetti-300x169.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px" />L’altra vendemmia: il costo umano dietro il lavoro nei vigneti di Langhe e Roero. La denuncia della Caritas albese. L&#8217;invito del vescovo Brunetti: servono soluzioni strutturali e durature.</span></div>
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<div dir="auto">Oltre 6.000 lavoratori, 16 insediamenti di fortuna e 4.500 pasti distribuiti dalla mensa Caritas di via Pola. Sono alcuni dei numeri che descrivono la vendemmia 2026 nell’Albese, secondo il comunicato stampa diffuso dalla Caritas diocesana di Alba. Un bilancio che evidenzia le difficoltà di accoglienza e le violazioni dei diritti già segnalate durante l’inizio della vendemmia.</div>
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<div dir="auto">Un primo campanello di allarme era stato lanciato dalla Caritas a settembre, il direttore don Degiorgis aveva infatti ricevuto minacce indirette e dichiarato: “I caporali ci hanno intimato di non parlare più, o potremmo pentircene”.</div>
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<div dir="auto">La Caritas definisce quella appena conclusa una «vendemmia da record per le violazioni e le ingiustizie». Dietro la produzione vitivinicola di un territorio conosciuto a livello internazionale emergono infatti situazioni di irregolarità lavorative e sfruttamento. È questa «l’altra vendemmia»: quella vissuta da migliaia di persone spesso invisibili, ma indispensabili per il lavoro nei campi.</div>
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<div dir="auto">Nel 1947 nei Dialoghi con Leucò Pavese descriveva la vendemmia: «non è mica una festa. La festa si fa a cose fatte» Ci sono la corsa, le mani sui grappoli, le cassette da riempire e, la sera, una stanchezza tale che «si casca dal sonno». E proprio questa fatica, pur con altri mezzi e altri modi di lavorare, che i lavoratori vivono ancora oggi, senza il romanticismo di appartenenza ad una terra o di una ricompensa adeguata al temine della raccolta.</div>
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<div dir="auto"><strong>Oltre 6.000 lavoratori e 16 insediamenti di fortuna</strong></div>
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<div dir="auto">La Caritas di Alba stima in oltre 6.000 le persone impegnate nella vendemmia 2026. Di queste, circa 3.000 sarebbero lavoratori stagionali, mentre gli altri svolgerebbero un’attività più stabile.</div>
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<div dir="auto">La raccolta, descritta come una delle più rapide e brevi degli ultimi anni, avrebbe messo sotto pressione i sistemi di organizzazione della manodopera e di accoglienza. Secondo il resoconto, nell’Albese sono stati individuati 16 insediamenti o rifugi di fortuna, un numero mai registrato in precedenza dalla Caritas. I lavoratori hanno trovato riparo in luoghi improvvisati, tra cui giardini, garage, seminterrati, sottopassi e spazi sotto i ponti. In alcuni casi si tratta di ambienti privi di servizi igienici, acqua potabile ed energia elettrica, con condizioni igieniche e abitative inadeguate.</div>
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<div dir="auto">La Caritas cita, tra gli esempi, circa venticinque lavoratori accampati nell’area del parco Tanaro e otto di via Pola. Per chi non trova altre soluzioni, il rischio è quello di ricorrere ad alloggi sovraffollati, con posti letto offerti a prezzi che possono raggiungere i 200-300 euro al mese.</div>
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<div dir="auto">La Caritas evidenzia inoltre un limite importante nella conoscenza del fenomeno: secondo la Caritas, ad Alba si osserva meno del 5% dei lavoratori che ogni giorno raccolgono l’uva nei vigneti. Delle condizioni di vita e di lavoro della maggior parte degli altri, si sa poco o nulla.</div>
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<div dir="auto"><strong>Lavoro irregolare e retribuzioni sotto i minimi</strong></div>
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<div dir="auto">Tra le criticità riportate dalla Caritas e dal Vescovo di Alba, mons. Marco Brunetti, figurano anche il lavoro nero e grigio, le buste paga non corrispondenti alla realtà, le retribuzioni inferiori ai minimi sindacali e i mancati pagamenti. Si tratta di segnalazioni che, secondo la Caritas, richiedono maggiore attenzione da parte delle istituzioni e dei soggetti coinvolti nella filiera vitivinicola.</div>
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<div dir="auto">Il Vescovo di Alba Brunetti: «È stata una vendemmia da record per le violazioni e le ingiustizie che sono state segnalate. Lavoro nero, grigio, buste paga non corrispondenti al vero, retribuzioni inferiori ai minimi sindacali e anche mancati pagamenti, lunghi orari di lavoro, assenza di pause adeguate e anche assenza di giorni di riposo e tanti piccoli e grandi soprusi.»</div>
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<div dir="auto">«L’altra vendemmia» Sono alcune delle parole del Vescovo di Alba – Marco Brunetti.</div>
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<div dir="auto">Viene sollevata anche la questione dell’intermediazione della manodopera e dei rapporti con le aziende. Per la Caritas, gli appelli e i protocolli adottati prima della vendemmia non si sono rivelati sufficienti ad invertire la tendenza. La Caritas albese e il vescovo Brunetti rinnovano l’appello per rafforzare la vigilanza e favorire l’assunzione diretta dei lavoratori da parte delle aziende, con adeguate garanzie anche per l’alloggio.</div>
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<div dir="auto"><strong>La mensa Caritas distribuisce 4.500 pasti</strong></div>
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<div dir="auto">L’aumento delle difficoltà si riflette anche sui servizi di assistenza. Durante la vendemmia 2026, la mensa Caritas di via Pola ha distribuito 4.500 pasti, rispetto ai circa 2.500 abituali.</div>
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<div dir="auto">C’è stato dunque un incremento delle richieste di accesso al dormitorio e degli interventi di accoglienza negli spazi gestiti dalla Caritas e in alcune parrocchie. Sono stati circa 2.000 gli accessi al servizio docce. La Caritas Albese ha provveduto anche alla custodia dei bagagli e alla distribuzione di coperte e abbigliamento, compreso quello da lavoro.</div>
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<div dir="auto">Questi dati restituiscono la dimensione dell’impegno svolto quotidianamente da volontari e collaboratori per rispondere ai bisogni essenziali delle persone che arrivano nell’Albese per la raccolta dell’uva.</div>
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<div dir="auto">L’assistenza, tuttavia, non può sostituire interventi strutturali sulle condizioni abitative e lavorative. È questo uno dei punti del messaggio: garantire un pasto e un riparo è indispensabile, ma occorre anche prevenire le situazioni che costringono le persone a vivere in condizioni precarie.</div>
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<div dir="auto">Il vescovo Marco Brunetti: «Servono soluzioni strutturali e durature»,</div>
<div dir="auto">Il vescovo invita tutte le realtà coinvolte nell’accoglienza a farsi carico del problema e sottolinea che non è sufficiente affrontare la questione in termini emergenziali. L’obiettivo, afferma, deve essere individuare soluzioni strutturali e durature, affinché la prossima vendemmia non riproponga lo stesso fenomeno.</div>
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<div dir="auto">Brunetti ha inoltre ringraziato volontari e collaboratori della Caritas per il servizio svolto a favore delle persone in cerca di un alloggio sicuro e di un pasto caldo. Allo stesso tempo, ha rivolto un appello alle istituzioni civili e sociali affinché collaborino per superare una situazione che giudica inaccettabile per un territorio economicamente benestante.</div>
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<div dir="auto"><strong>Più controlli e responsabilità condivise</strong></div>
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<div dir="auto">Tra le richieste avanzate dalla Caritas c’è anche quella di rafforzare i controlli nei vigneti, negli alloggi e nei luoghi da cui ogni giorno partono i lavoratori diretti ai campi.</div>
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<div dir="auto">La questione riguarda anche l’immagine del territorio. L’Albese, sottolinea la Caritas, è conosciuto a livello internazionale e può contare su un prestigio costruito negli anni. Questo riconoscimento dovrebbe accompagnarsi ad un impegno altrettanto concreto per la dignità delle persone che contribuiscono alla produzione vitivinicola.</div>
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<div dir="auto">L’altra vendemmia, una sfida che riguarda tutto il territorio</div>
<div dir="auto">Il bilancio della Caritas di Alba riporta al centro una questione che non si esaurisce con la fine della raccolta: le condizioni di vita e di lavoro delle persone impiegate nella vendemmia, in un territorio benestante e legato all’UNESCO attraverso ben due riconoscimenti, non può tollerare, secondo Mons. Brunetti, tali criticità legate alle violazioni dei diritti umani.</div>
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<div dir="auto">La vendemmia non può essere valutata soltanto in base ai tempi della raccolta e ai risultati produttivi. Deve essere misurata anche sulla capacità di garantire condizioni di lavoro regolari, alloggi dignitosi e rispetto dei diritti.</div>
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<div dir="auto">È da qui che, secondo la Caritas, passa la responsabilità di un territorio che vuole coniugare sviluppo e dignità umana.</div>
<div dir="auto"><span class="html-span xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak xexx8yu xyri2b x18d9i69 x1c1uobl x1hl2dhg x16tdsg8 x1vvkbs"><a class="x1i10hfl xjbqb8w x1ejq31n x18oe1m7 x1sy0etr xstzfhl x972fbf x10w94by x1qhh985 x14e42zd x9f619 x1ypdohk xt0psk2 x3ct3a4 xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak xexx8yu xyri2b x18d9i69 x1c1uobl x16tdsg8 x1hl2dhg xggy1nq x1a2a7pz xkrqix3 x1sur9pj x1fey0fg x1s688f" tabindex="0" role="link" href="https://www.facebook.com/agenziagiornalidiocesani?__cft__[0]=AZh_JISsF4stTV2i_5xsGoIETVHMaK87TA_ZCGnbCMxDGUEbJaVaIsJgYaYJOcSr5AE8fi1Pe8YaUMdU3ZezFjuhce5kYkjG1YmG3T59LS_eRFhOl8VdHkPXF05a5f0jaK-KEXaN33t19jz7fAq6hWx3pkmGgiD7JcR5jM7JZVE4DbGrC8xX8Ss&amp;__tn__=-]K-R"><span class="xt0psk2"><span class="xjp7ctv">AGD &#8211; Agenzia Giornali Diocesani</span></span></a></span></div>
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		<title>Premio Agrestino 2026 a Sergio Miravalle, storica firma de La Stampa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Gabriella Abate]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 06:26:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.vallibbt.it/?p=76567</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sergio Miravalle, giornalista astigiano, riceve il Premio Agrestino 2026 di Cia Alessandria-Asti, riconoscimento che dal 1987 valorizza chi contribuisce a promuovere il patrimonio agricolo, paesaggistico e gastronomico locale. Sergio Miravalle è stato protagonista dell’informazione astigiana in qualità dapprima di direttore del quotidiano La Stampa dal 1988 al 2008 (il ruolo documentato è quello di caposervizio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sergio Miravalle, giornalista astigiano, riceve il Premio Agrestino 2026 di Cia Alessandria-Asti, riconoscimento che dal 1987 valorizza chi contribuisce a promuovere il patrimonio agricolo, paesaggistico e gastronomico locale.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-76568 size-large" src="https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/SERGIO-MIRAVALLE-1024x765.jpg" alt="SERGIO MIRAVALLE (foto  scaricata da Facebook)" width="635" height="474" srcset="https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/SERGIO-MIRAVALLE-1024x765.jpg 1024w, https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/SERGIO-MIRAVALLE-300x224.jpg 300w, https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/SERGIO-MIRAVALLE-768x573.jpg 768w, https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/SERGIO-MIRAVALLE-1536x1147.jpg 1536w, https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/SERGIO-MIRAVALLE.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 635px) 100vw, 635px" />Sergio Miravalle è stato protagonista dell’informazione astigiana in qualità dapprima di direttore del quotidiano La Stampa dal 1988 al 2008 (il ruolo documentato è quello di caposervizio e responsabile della redazione astigiana, seguito dall’incarico di caporedattore a Torino) e dal 2012 direttore responsabile, fin dal primo numero, della rivista trimestrale <em>Astigiani</em>, , di cui è stato fondatore, dedicata alla storia e alle storie locali.</p>
<p>Un premio che rappresenta il riconoscimento di una vita dedicata attraverso le pagine del quotidiano alla cronaca, alle trasformazioni sociali e alle eccellenze di un territorio profondamente legato alla sua agricoltura e alla cultura del vino e poi attraverso la rivista Astigiani dando voce alle storie locali.</p>
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		<title>Michele Chiarlo, 70 anni di vino piemontese: dalla Barbera ai grandi cru</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Gabriella Abate]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 06:59:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La cantina fondata da Michele Chiarlo, allora ventitreenne, nel 1956 a Calamandrana celebra un percorso che ha contribuito all’affermazione internazionale delle Langhe e del Monferrato. Oggi Stefano e Alberto Chiarlo raccolgono il testimone, tra tradizione, arte e nuove generazioni. Settant’anni di storia, ricerca e promozione del territorio. La cantina festeggia nel 2026 un anniversario che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-pm-slice="1 1 []"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-76563 alignleft" src="https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/10/Alberto-e-Stefano-Chiarlo_2-e1791529027955-1024x900.jpg" alt="" width="440" height="386" />La cantina fondata da Michele Chiarlo, allora ventitreenne, nel 1956 a Calamandrana celebra un percorso che ha contribuito all’affermazione internazionale delle Langhe e del Monferrato. Oggi Stefano e Alberto Chiarlo raccolgono il testimone, tra tradizione, arte e nuove generazioni.</p>
<p>Settant’anni di storia, ricerca e promozione del territorio. La cantina festeggia nel 2026 un anniversario che coincide con una parte importante dell’evoluzione del vino piemontese. L’azienda ha accompagnato la crescita delle Langhe e del Monferrato sui mercati internazionali, puntando sulla qualità e sull’identità dei singoli vigneti.</p>
<p>Una storia iniziata con la Barbera d’Asti, all’epoca soprattutto vino della tradizione quotidiana, e proseguita con la valorizzazione delle denominazioni e dei grandi cru. Una visione che ha contribuito anche al percorso verso la nascita della <strong>Nizza DOCG</strong>.</p>
<h4>Dalla Barbera ai grandi vigneti</h4>
<p>Nel 1978 arrivano le prime selezioni di Barolo, Barbaresco e Barbera d’Asti. Negli anni successivi, l’azienda investe sulla qualità delle uve, introducendo pratiche come i diradamenti mirati, e rafforza la propria presenza sui mercati esteri, dal Nord America all’Asia.</p>
<p>La centralità del vigneto si consolida con due acquisizioni simboliche: <strong>Cerequio</strong>, nel 1988, e <strong>Cannubi</strong>, nel 1989, entrambi luoghi storici del Barolo. Nel 1995 l’attenzione si sposta anche sul Monferrato, con l’acquisizione della <strong>Tenuta La Court</strong>, destinata a diventare uno dei riferimenti del progetto legato alla Nizza DOCG.</p>
<h4>Vino, arte e ospitalità</h4>
<p>Nel tempo, il progetto aziendale si è allargato oltre la produzione, intrecciando vino, cultura e paesaggio. Nel 2003 nasce l’<strong>Art Park La Court</strong>, spazio d’arte contemporanea tra i vigneti di Castelnuovo Calcea. Nel 2011 apre <strong>Palás Cerequio</strong>, relais dedicato al Barolo e immerso nell’omonimo cru.</p>
<p>A ottobre 2024 viene inaugurato il <strong>Cannubi Path</strong>, percorso artistico firmato da Ugo Nespolo, pensato per avvicinare i visitatori al paesaggio vitato. Nel 2026, l’anniversario è celebrato anche con <strong>Cerequio30</strong>, progetto che ripercorre trent’anni di annate del Barolo Cerequio, mettendo in evidenza l’evoluzione del vino e il rapporto con il suo territorio d’origine.</p>
<h4>La sfida della continuità</h4>
<p>Oggi sono <strong>Stefano e Alberto Chiarlo</strong> a guidare l’azienda fondata dal padre, proseguendone il percorso e consolidando le relazioni con importatori, distributori e collaboratori che hanno accompagnato la crescita della cantina.</p>
<p>«Settant’anni rappresentano un traguardo importante, ma soprattutto la conferma di un rapporto sempre più profondo con i nostri vigneti», afferma Stefano Chiarlo. La sfida, spiega, è affrontare le nuove esigenze della viticoltura senza perdere le caratteristiche che rendono unici i territori piemontesi.</p>
<p>Alberto Chiarlo richiama invece il valore dell’apertura internazionale e della capacità di raccontare il vino anche attraverso arte, ospitalità e paesaggio, preservandone l’autenticità.</p>
<p>Intanto, una nuova generazione della famiglia comincia ad avvicinarsi all’attività aziendale: i figli di Stefano e Alberto stanno completando gli studi e maturando le prime esperienze professionali.</p>
<p>A settant’anni dalla fondazione, la storia di Michele Chiarlo si misura dunque con una doppia sfida: custodire l’eredità di una famiglia e continuare a interpretare un territorio in evoluzione. Con i vigneti piemontesi ancora al centro di un progetto che guarda alle prossime generazioni.</p>
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		<title>Vermouth di Torino dedicato al gen. sabaudo Staglieno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Gabriella Abate]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Sep 2026 16:19:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vermouth]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Pollenzo, dove nell’Ottocento l’Agenzia voluta da Casa Savoia divenne un importante centro di sperimentazione agricola ed enologica, nasce oggi un nuovo progetto che lega memoria storica, cultura del vino e interpretazione contemporanea del Vermouth di Torino. Si chiama Vermouth dell’Agenzia ed è un Vermouth di tradizione sabauda nato dalla collaborazione tra Giulio Cocchi e Banca [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-76481 size-large alignnone" src="https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/09/MAINARDI-1024x768.jpeg" alt="A POLLENZO IL VERMOUTH DI TORINO DELL'AGENZIA DEDICATO AL GENERALE SABAUDO FRANCESCO STAGLIENO" width="635" height="476" srcset="https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/09/MAINARDI-1024x768.jpeg 1024w, https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/09/MAINARDI-300x225.jpeg 300w, https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/09/MAINARDI-768x576.jpeg 768w, https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/09/MAINARDI-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/09/MAINARDI.jpeg 2000w" sizes="auto, (max-width: 635px) 100vw, 635px" />A Pollenzo, dove nell’Ottocento l’Agenzia voluta da Casa Savoia divenne un importante centro di sperimentazione agricola ed enologica, nasce oggi un nuovo progetto che lega memoria storica, cultura del vino e interpretazione contemporanea del Vermouth di Torino.</p>
<p>Si chiama <strong>Vermouth dell’Agenzia</strong> ed è un <strong>Vermouth di tradizione sabauda</strong> nato dalla collaborazione tra <strong>Giulio</strong> <strong>Cocchi </strong>e <strong>Banca del Vino</strong>. Formulato in omaggio al generale <strong>Paolo Francesco Staglieno </strong>(1773 – 1850), figura di primo piano dell’enologia piemontese dell’Ottocento e innovatore, la cui attività a Pollenzo contribuì allo sviluppo della cultura enologica piemontese e alla fornitura di vini e vermouth alla Casa Reale.</p>
<p>Spiega <strong>Giusi Mainardi</strong>, storica del vino: <em>&#8220;Il generale Staglieno su incarico del re Carlo Alberto di Savoia nella prima metà dell&#8217;Ottocento è stato il direttore della vinificazione dei tenimenti reali di Pollenzo e nelle mie ricerche storiche fatte con Pierstefano Berta ho scoperto questa figura centrale per l&#8217;enologia piemontese, mai messa abbastanza in rilievo.</em><em> È stato precursore della figura dell&#8217;enologo, persona specificamente dedicata alla gestione della vinificazione in una grande cantina, e ne abbiamo pubblicato con dei commenti tecnici precisi il manuale &#8220;Come fare e conservare vini in Piemonte&#8221;. Le sue lettere manoscritte che ho scoperto in archivio parlano proprio della sua attività nelle cantine di Pollenzo dove fu un pioniere della produzione dei grandi vini rossi da invecchiamento. Nelle sue lettere parla anche di come si dedicasse con grande cura alla produzione del vermouth&#8221;</em>.</p>
<p>La nuova ricetta, appositamente elaborata da Cocchi, dà vita a un <strong>Vermouth di Torino IGP ambrato</strong> che interpreta in chiave contemporanea una tradizione profondamente legata al territorio. La ricerca alla base del progetto parte dalla storia dell’Agenzia e dalla figura di Staglieno per arrivare a una composizione originale, nella quale vino e botaniche dialogano secondo una precisa idea di equilibrio e di identità piemontese. Il fulcro è una base caratterizzata da Artemisie e China, poi rabarbaro, cardamomo, agrumi, salvia e menta piemontese.</p>
<p><strong>Roberto Bava</strong>, AD di Cocchi aggiunge: <em>&#8220;Con questo progetto Cocchi prosegue la ricerca storica e filologica sul ruolo giocato dalle Corti Reali dei Savoia nella creazione e diffusione del vermouth moderno: il Vermouth di Torino dell’Agenzia ne è una ideale continuazione concettuale.</em><em> Di qui l’organizzazione con Carta Italia della manifestazione <strong>Vermouth a Corte,</strong> con seminari e degustazioni nelle corti reali. Da un punto di vista produttivo, un precedente significativo fu il Vermouth Riserva<strong> La Venaria Reale</strong>, creato da Cocchi in collaborazione con la Reggia di Venaria e prodotto in due edizioni, nel 2016 e nel 2018. Una produzione limitata, oggi fuori commercio. </em><em>Nata da un&#8217;approfondita ricerca sulla coerenza storica e geografica della ricetta e sul ruolo della Casa Savoia nella storia del Vermouth moderno, contiene erbe aromatiche officinali piemontesi che venivano coltivate nel Potager Royal della residenza sabauda, come l’artemisia, l’achillea e la menta piperita&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Federico Piemonte,</strong> consigliere di Banca del Vino conclude: <em>&#8220;</em><em>La Banca del Vino collabora da molti anni, dapprima con l’Istituto del Vermouth di Torino e successivamente con il Consorzio del Vermouth di Torino, in un percorso condiviso volto alla tutela e alla valorizzazione di una delle più autentiche eccellenze del patrimonio enogastronomico piemontese.</em><em> Questa collaborazione è nata in modo del tutto naturale, grazie al profondo legame storico che unisce il Vermouth di Torino all’Agenzia di Pollenzo e alle storiche cantine che oggi ospitano la sede della Banca del Vino. La nascita di un Vermouth dedicato alla figura del generale Staglieno rappresenta, oltre che il coronamento di un progetto sviluppato negli anni, un passaggio quasi inevitabile. E grazie al prezioso coinvolgimento dell’azienda Cocchi, quest’idea ha finalmente potuto tradursi in un prodotto concreto.</em></p>
<p><em>Il Vermouth di Torino dell’Agenzia di Pollenzo sarà un nuovo e importante strumento per raccontare, promuovere l’identità storica, culturale e produttiva di un grande prodotto piemontese, riconosciuto e apprezzato a livello internazionale.</em></p>
<p><em>Una parte dei proventi derivanti dalla vendita delle bottiglie sarà destinata all’istituzione di borse di studio presso l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. </em><em>Un’iniziativa che rende omaggio anche alla visione di re Carlo Alberto di Savoia che scelse Pollenzo come un vero e proprio centro d&#8217;avanguardia per l&#8217;agricoltura dell&#8217;Ottocento&#8221;</em>.</p>
<p>www.cocchi.com | Social: @cocchi1891 #cocchi1891</p>
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		<title>Alessandria in attesa del nuovo vescovo</title>
		<link>https://www.vallibbt.it/vescovi/alessandria-8/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Gabriella Abate]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 05:22:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vescovi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il vescovo di Acqui, nominato amministratore apostolico di Alessandria, racconta i primi passi del nuovo incarico nell’intervista a La Voce Alessandrina Non sembra esserci, al momento, l’intenzione di accorpare le diocesi di Alessandria e Acqui. È una delle indicazioni che emergono dall’intervista a monsignor Luigi Testore, vescovo di Acqui e amministratore apostolico di Alessandria, pubblicata [&#8230;]</p>
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<p class="occhiello"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-76323 size-full aligncenter" src="https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/09/TESTORE.jpg" alt="VESCOVO DI ACQUI LUIGI TESTORE NIMINATO AMMINISTRATORE APOSTOLICO DI ALESSANDRIA" width="600" height="699" srcset="https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/09/TESTORE.jpg 600w, https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/09/TESTORE-258x300.jpg 258w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" />Il vescovo di Acqui, nominato amministratore apostolico di Alessandria, racconta i primi passi del nuovo incarico nell’intervista a La Voce Alessandrina</p>
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<div class="entry-content">
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Non sembra esserci, al momento, l’intenzione di accorpare le diocesi di Alessandria e Acqui.</strong> È una delle indicazioni che emergono dall’intervista a monsignor <strong>Luigi Testore</strong>, vescovo di Acqui e amministratore apostolico di Alessandria, pubblicata dal settimanale diocesano <em>La Voce Alessandrina</em> e realizzata dal direttore <strong>Andrea Antonuccio</strong>.</p>
<p class="wp-block-paragraph">Testore riferisce quanto raccolto nel dialogo con il Dicastero per i Vescovi: «Diversamente da quanto molti giornali hanno pubblicato, non sembra che ci sia alcuna intenzione di accorpare le diocesi di Alessandria e di Acqui». E precisa: «Con ogni probabilità continueranno a esserci due vescovi: uno ad Alessandria e uno ad Acqui».</p>
<p class="wp-block-paragraph">Ma l’intervista guarda soprattutto alla fase che si apre per la Chiesa alessandrina. Testore definisce il proprio un incarico temporaneo, destinato a durare fino alla nomina del nuovo vescovo, e indica due parole per questi mesi: <strong>ascolto e dialogo</strong>. Ha già incontrato il Collegio dei Consultori e alcuni responsabili della Curia e si è confrontato con il predecessore, monsignor Guido Gallese. Per conoscere davvero la situazione della diocesi, spiega, servirà però tempo.</p>
<p class="wp-block-paragraph">C’è poi uno sguardo più ampio sul ruolo dei cattolici nella società. «È evidente che non viviamo più in una “societas” cristiana», osserva Testore. Una condizione che non modifica il compito della comunità cristiana: <strong>annunciare il Vangelo ed essere pronta a vivere la propria missione nel mondo </strong>«indipendentemente dall’essere maggioranza o minoranza».</p>
<p class="wp-block-paragraph">E sulle polemiche che hanno accompagnato il passaggio da Gallese alla nuova amministrazione apostolica, l’invito è a guardare avanti: «Bisogna evitare qualunque polemica inutile». Ogni passaggio, riconosce Testore, porta con sé fatiche, ma ciò che conta è «guardare al bene complessivo della comunità e della Chiesa».</p>
<p class="wp-block-paragraph"><span style="font-size: 1.4rem;">fonte La Voce Alessandrina</span></p>
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		<title>Canelli, presentata la nuova stagione teatrale &#8220;Nuovi sguardi&#8221;</title>
		<link>https://www.vallibbt.it/informazioni-e-attualita/canelli-245/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Gabriella Abate]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 08:25:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Informazioni e attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; stata presentata, lunedì 21 settembre, alle 18, al Teatro Balbo della città spumantiera, la nuova stagione teatrale &#8220;Canelli In Teatro 2026/2027&#8221; Nuovi Sguardi, in collaborazione con IPUNTIDANZA – Fondazione Egri Centro di Rilevante Interesse Nazionale per la Danza e Piemonte dal Vivo, nell’ambito del progetto “Corto Circuito”. Una nuova stagione per guardare il mondo da [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="CENTER"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-76298 alignleft" src="https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/09/COSTARD-DANZA-Compagnie-Ruee-des-Arts-Francia-1024x575.jpg" alt="" width="460" height="258" srcset="https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/09/COSTARD-DANZA-Compagnie-Ruee-des-Arts-Francia-1024x575.jpg 1024w, https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/09/COSTARD-DANZA-Compagnie-Ruee-des-Arts-Francia-300x169.jpg 300w, https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/09/COSTARD-DANZA-Compagnie-Ruee-des-Arts-Francia-768x431.jpg 768w, https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/09/COSTARD-DANZA-Compagnie-Ruee-des-Arts-Francia.jpg 1472w" sizes="auto, (max-width: 460px) 100vw, 460px" />E&#8217; stata presentata, lunedì 21 settembre, alle 18, al <b>Teatro</b> Balbo della città spumantiera, la nuova stagione teatrale &#8220;Canelli In Teatro 2026/2027&#8221; <em>Nuovi Sguardi,</em> in collaborazione con IPUNTIDANZA – Fondazione Egri Centro di Rilevante Interesse Nazionale per la Danza e Piemonte dal Vivo, nell’ambito del progetto “Corto Circuito”.</p>
<p style="text-align: left;" align="CENTER"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Una nuova stagione per guardare il mondo da prospettive diverse, lasciarsi sorprendere da linguaggi inattesi e incontrare storie capaci di aprire nuove domande. </span><span style="color: #000000;">È questo lo spirito di </span><span style="color: #000000;"><b>Canelli in Teatro 2026/2027</b></span><span style="color: #000000;">, che torna al Teatro Balbo con </span><span style="color: #000000;"><b>“Nuovi Sguardi”</b></span><span style="color: #000000;">, un cartellone pensato per attraversare la scena contemporanea nelle sue molteplici forme e per rafforzare il dialogo tra artisti, pubblico e territorio.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">La stagione, promossa dalla </span><span style="color: #000000;"><b>Fondazione Egri – Centro di Rilevante Interesse Nazionale per la Danza</b></span><span style="color: #000000;">, si inserisce nel progetto </span><span style="color: #000000;"><b>IPUNTIDANZA</b></span><span style="color: #000000;">, la rete diffusa di programmazione e produzione che porta la cultura della danza e dello spettacolo dal vivo in diversi territori del Piemonte, creando occasioni di incontro e partecipazione anche al di fuori dei tradizionali luoghi della cultura.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">La stagione si arricchisce inoltre della collaborazione con </span><span style="color: #000000;"><b>Fondazione Piemonte dal Vivo</b></span><span style="color: #000000;">, nell’ambito del progetto “</span><span style="color: #000000;"><b>Corto Circuito”</b></span><span style="color: #000000;">, il bando dedicato al sostegno e alla valorizzazione della programmazione culturale e dello spettacolo dal vivo nei territori piemontesi. Una collaborazione che rafforza la vocazione di &#8220;Canelli in Teatro&#8221; a costruire un’offerta culturale capace di connettere il territorio con il più ampio panorama della scena contemporanea, favorendo la circuitazione degli artisti e delle compagnie e portando anche nei teatri di provincia proposte di qualità e nuovi linguaggi.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">La sinergia tra Fondazione Egri e Fondazione Piemonte dal Vivo rappresenta così un’importante occasione per ampliare e diversificare la proposta della stagione, mettendo in dialogo la danza con la prosa e gli altri linguaggi dello spettacolo dal vivo e offrendo al pubblico nuove possibilità di incontro con la scena contemporanea. Un percorso condiviso che contribuisce a fare del Teatro Balbo un luogo di cultura vivo e aperto, capace di intercettare pubblici diversi e di consolidare il rapporto tra programmazione artistica, territorio e comunità.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;">“<span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nuovi Sguardi” nasce dalla volontà di proporre al pubblico una programmazione capace di sorprendere e, al tempo stesso, di costruire nuovi modi di vivere il teatro.</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> Prosa, danza, musica e linguaggi performativi si incontrano in un percorso che accosta artisti e compagnie affermati a nuove esperienze creative, offrendo punti di vista differenti sul presente e sulle trasformazioni della società contemporanea.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Al centro della stagione resta il </span><span style="color: #000000;"><b>pubblico</b></span><span style="color: #000000;">, non solo come spettatore, ma come parte attiva di un’esperienza culturale condivisa. Il teatro diventa così uno spazio di relazione, di confronto e di scoperta, capace di generare curiosità e di creare connessioni tra generazioni, sensibilità e comunità diverse.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">La proposta di &#8220;Canelli in Teatro&#8221; si rivolge a un pubblico ampio e trasversale: agli appassionati e ai frequentatori abituali, ma anche a chi si avvicina per la prima volta allo spettacolo dal vivo, alle famiglie, alle giovani generazioni e a tutti coloro che desiderano lasciarsi coinvolgere da un’esperienza artistica.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">La stagione si sviluppa inoltre attraverso una serie di appuntamenti e progettualità che ampliano l’esperienza oltre il momento dello spettacolo. Incontri con gli artisti, occasioni di approfondimento, attività dedicate alle scuole e iniziative diffuse sul territorio contribuiscono a costruire un percorso di partecipazione e di avvicinamento ai linguaggi della scena contemporanea.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Con </span><span style="color: #000000;"><b>“Nuovi Sguardi”</b></span><span style="color: #000000;">, Canelli in Teatro rinnova dunque la propria vocazione a essere un luogo aperto, dinamico e inclusivo: uno spazio in cui incontrare l’arte, ma anche fermarsi a osservare il presente con occhi diversi. Perché ogni spettacolo può diventare un’occasione per cambiare prospettiva, ampliare il proprio punto di vista e scoprire nuovi modi di guardare il mondo.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>Canelli In Teatro è un progetto di Fondazione Egri Centro di Rilevante Interesse Nazionale per la Danza</i></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>Con il sostegno di MiC – Ministero della Cultura, Regione Piemonte, Fondazione CRT, Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, Comune di Canelli</i></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span lang="en-GB"><i>Main sponsor: Arol S.p.A, Bosca S.p.A</i></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>Sponsor: Eurostar S.R.L</i></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>Sponsor tecnico: Fratelli Gancia &amp; C. Spa</i></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>In collaborazione con Piemonte dal Vivo nell’ambito del progetto “Corto Circuito”, IPUNTIDANZA, Gruppo Arch. Garello – Geov. Grasso</i></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>Media Partner: CiaoTickets</i></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><b></b><b></b><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Roberta Giovine, Sindaco della Città di Canelli</b></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, dichiara: </span></span></span><span style="color: #000000;">“<span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>In questa vigilia di piena consacrazione di Alba a Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2027, la riflessione sull’arte contemporanea non può prescindere dalla sua non-neutralità e celebrarla.</i></span></span><i></i><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i> Proprio perché contemporanea agli eventi che definiscono il nostro tempo – al ritorno degli autoritarismi che giocano con la frustrazione dei cittadini, alle follie della geopolitica che accende conflitti su scala planetaria, al dominio incontrastato e incontrollato dell’economia e della finanza, all’insensibilità verso le catastrofi climatiche, ambientali e umane – l’arte può al meglio interpretare le ansie delle nostre generazioni e farne catarsi.</i></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Di qui l’importanza per Canelli e il suo circondario del ruolo di Capitale Sorella e della presenza costante della Fondazione Egri presso il Teatro Balbo, uno dei soli quattro Centri di Rilevante Interesse per la Danza a livello nazionale. Con la programmazione di danza, prosa e musica, la Fondazione Egri ci offre uno specchio in cui ritrovare l’immagine di noi stessi, in fondo impauriti e inermi di fronte ai sommovimenti del presente, e, magari, lo slancio con cui affrontare le sfide contemporanee, che ci richiedono di uscire dalla mediocrità e darci con coraggio.</i></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Ringraziamo di cuore, quindi, la Fondazione Egri per aver scelto e continuare a scegliere Canelli.<br />
Buona Alba Capitale dell’Arte Contemporanea 2027 e buona Capitale Sorella a tutte e tutti!”.</i></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><b></b><b></b><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Raphael Bianco, Vicepresidente Fondazione Egri</b></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> &#8211; </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>CRID</b></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, commenta:</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;">“</span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Con la stagione 2026/2027 di Canelli in Teatro desideriamo guidare il nostro pubblico verso nuovi orizzonti e inedite prospettive.</i></span></span></span><i></i><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i> Il titolo &#8220;Nuovi Sguardi&#8221; nasce proprio dalla volontà di dare continuità al percorso intrapreso negli anni scorsi, spingendoci oltre: un invito a esplorare l&#8217;arte scenica attraverso una pluralità di linguaggi e visioni.</i></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Grazie alla consolidata e preziosa collaborazione con Piemonte dal Vivo, offriamo al territorio una programmazione autenticamente multidisciplinare. Il cartellone intreccia prosa, musica, danza e si arricchisce quest&#8217;anno dell&#8217;affascinante poesia del Teatro d&#8217;Ombre, portando a Canelli sia prestigiose compagnie internazionali sia eccellenze del panorama contemporaneo. È una stagione pensata per parlare a un pubblico ampio e variegato, con un&#8217;attenzione speciale riservata alle famiglie e alle giovani generazioni, che rappresentano il futuro dei nostri teatri.</i></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Infine, Canelli in Teatro conferma la sua natura dinamica ed estroversa: una rassegna che vive nel Teatro Balbo, ma che ama uscire dai luoghi convenzionali per diffondersi e abbracciare l&#8217;intero territorio, trasformando ogni spazio in un punto di incontro e condivisione culturale”</i></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><b></b><b></b><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Matteo Negrin, direttore di Piemonte dal Vivo</b></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, aggiunge: </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>«Per Piemonte dal Vivo, una stagione teatrale è un patto che si rinnova tra il teatro e la sua comunità, capace di far dialogare artisti, programmatori e pubblico. Lavorando insieme alla Fondazione Egri, abbiamo costruito un cartellone che unisce qualità artistica, grandi interpreti e nuove generazioni di creativi, offrendo strumenti per abitare la complessità del presente. Il teatro si conferma così uno spazio pubblico essenziale, inteso come luogo di incontro, ascolto, immaginazione e responsabilità condivisa»</i></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><b> </b></span></span></span></p>
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		<title>La Mostra del Fungo di Ceva: scienza, territorio e turismo</title>
		<link>https://www.vallibbt.it/informazioni-e-attualita/la-mostra-del-fungo-di-ceva-scienza-territorio-e-turismo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Gabriella Abate]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 16:17:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Informazioni e attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presentata al Grattacielo della Regione Piemonte la 65ª Mostra Internazionale del Fungo di Ceva, in programma sabato 19 e domenica 20 settembre. Una manifestazione che, senza rinunciare alle proprie radici micologiche, punta sempre più sulla valorizzazione del territorio e sulla dimensione internazionale. Al centro dell’evento resta la conoscenza scientifica dei funghi, affidata al Gruppo Micologico [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.vallibbt.it/informazioni-e-attualita/la-mostra-del-fungo-di-ceva-scienza-territorio-e-turismo/">La Mostra del Fungo di Ceva: scienza, territorio e turismo</a> first appeared on <a href="https://www.vallibbt.it">VALLIBBT NEWS</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-76279" src="https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/09/CEVA-300x172.jpg" alt="MOSTRA INTERNAZIONALE DEL FUNGO DI CEVA" width="460" height="264" srcset="https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/09/CEVA-300x172.jpg 300w, https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/09/CEVA-1024x588.jpg 1024w, https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/09/CEVA-768x441.jpg 768w, https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/09/CEVA.jpg 1051w" sizes="auto, (max-width: 460px) 100vw, 460px" />Presentata al Grattacielo della Regione Piemonte la <strong>65ª Mostra Internazionale del Fungo di Ceva</strong>, in programma <span style="color: #ff0000;"><strong>sabato 19 e domenica 20 settembre</strong></span>. Una manifestazione che, senza rinunciare alle proprie radici micologiche, punta sempre più sulla valorizzazione del territorio e sulla dimensione internazionale.</p>
<p class="isSelectedEnd">Al centro dell’evento resta la <span style="color: #ff0000;"><strong>conoscenza scientifica dei funghi</strong></span>, affidata al Gruppo Micologico Cebano, tra i più longevi d’Italia. Nel centro storico sarà allestita un’esposizione con circa un centinaio di specie, affiancata da una collezione di erbe e piante e da materiali didattici e divulgativi. Il tradizionale piatto celebrativo sarà dedicato quest’anno al raro <em>Rhodotus palmatus</em>, scelto come simbolo dell’attenzione alla tutela dell’ambiente e ai cambiamenti climatici.</p>
<p class="isSelectedEnd">Accanto alla mostra scientifica, il programma propone <strong>iniziative gastronomiche, culturali e turistiche</strong>, con chef del territorio, eventi nel centro storico e appuntamenti musicali.</p>
<p class="isSelectedEnd">La parola chiave di questa edizione è <strong>“connessione”</strong>: quella naturale della rete sotterranea dei funghi diventa metafora del legame tra Ceva, la montagna e il mare, la Langa e le Alpi, ma anche tra natura, cultura, gastronomia e turismo.</p>
<p class="isSelectedEnd">Regione Piemonte, Provincia di Cuneo e Comune di Ceva hanno sottolineato il ruolo della manifestazione nella promozione delle eccellenze locali e nella valorizzazione dell’identità della comunità.</p>
<p>Una 65ª edizione, dunque, che guarda al futuro senza perdere il legame con le proprie origini: <strong>il fungo diventa il punto di partenza per raccontare un territorio, la sua biodiversità, le sue tradizioni e il lavoro di una comunità.</strong></p>
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		<title>Riscoprire la storia di Acqui Terme attraverso la ricerca</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Gabriella Abate]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 15:49:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musei]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presentato a Palazzo Robellini il volume “Città e Territorio nel medioevo acquese”, dedicato alla memoria di Romeo Pavoni. Si è concluso martedì 15 settembre, nella Sala Conferenze di Palazzo Robellini, il ciclo di appuntamenti promosso dall’Istituto Internazionale di Studi Liguri – Sezione “Statiella” e dal Comune di Acqui Terme – Sistema Museale Acqui Musei, dedicato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-76282 alignnone" src="https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/09/ACQUI-300x169.jpeg" alt="" width="640" height="360" srcset="https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/09/ACQUI-300x169.jpeg 300w, https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/09/ACQUI-1024x576.jpeg 1024w, https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/09/ACQUI-768x432.jpeg 768w, https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/09/ACQUI-1536x864.jpeg 1536w, https://www.vallibbt.it/wp-content/uploads/2026/09/ACQUI.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" />Presentato a Palazzo Robellini il volume “Città e Territorio nel medioevo acquese”, dedicato alla memoria di Romeo Pavoni.</strong></p>
<p>Si è concluso <span style="color: #ff0000;"><strong>martedì 15 settembre</strong></span>, nella Sala Conferenze di Palazzo Robellini, il ciclo di appuntamenti promosso dall’Istituto Internazionale di Studi Liguri – Sezione “Statiella” e dal Comune di Acqui Terme – Sistema Museale Acqui Musei, dedicato alla storia e alla ricerca sul territorio acquese.</p>
<p>Al centro dell’ultimo incontro la presentazione del volume “Città e Territorio nel medioevo acquese”, a cura di <strong>Luca Secchi</strong> ed <strong>Edilio Riccardini</strong>, pubblicazione che raccoglie gli atti della giornata di studi dedicata alla memoria dello storico Romeo Pavoni.</p>
<p>La serata si è aperta con i saluti del prof. <strong><span style="color: #ff0000;">Giovanni Mennella</span></strong>, Presidente dell’IISL, prof. <strong>Marco P. Pavese</strong>, Presidente della Sezione “Statiella” dell’IISL, del dott. <strong>Germano Leporati</strong>, Conservatore del Sistema Museale Acqui Musei, e del prof. <strong>Carlo Varaldo</strong>, Direttore scientifico dell’IISL.</p>
<p>Il programma ha quindi ripercorso la figura di <strong>Romeo Pavoni </strong>e il suo ruolo nella storia degli studi, attraverso i contributi di numerosi studiosi che hanno raccolto e sviluppato diversi aspetti della sua attività scientifica.</p>
<p>Il volume affronta infatti un ampio arco di temi: dalla documentazione medievale della Chiesa di Acqui alla storia dei contadini dipendenti della Liguria e della valle Bormida, dagli studi sul Monferrato e sull’Oltregio alle ricerche di Pavoni sul Vicino Oriente.</p>
<p>Particolare attenzione è riservata alla storia del territorio acquese, con approfondimenti dedicati ad Acqui nel Medioevo, al castello di Acqui tra XI e XVI secolo, alle fonti storiche e documentarie sul castello e all’archeologia dell’elevato del castello di Moncrescente.</p>
<p>Tra gli autori dei contributi figurano Gabriella Araldi, Gabriella Parodi, Francesco Panero, Andrea Mignone, Enrico Basso, Laura Balletto, Angelo Arata, Paola Piana Toniolo, Sara Lassa, Gianni Rebora e Lionello Archetti Maestri, oltre ai curatori Edilio Riccardini e Luca Secchi e al contributo introduttivo di Marco P. Pavese.</p>
<p>La presentazione si è conclusa con una tavola rotonda dedicata a “Città e Territorio nel medioevo acquese”, offrendo un momento di confronto sul valore degli studi storici e sulla necessità di continuare a indagare, conservare e divulgare le fonti che permettono di comprendere l’identità del territorio.</p>
<p>L’appuntamento del 15 settembre conclude così un percorso iniziato l’8 settembre con la presentazione del volume “I Liguri e la guerra. Guerrieri, mercenari, ausiliari (IV-II secolo a.C.)” di Federico Frasson, dedicato al ruolo dei Liguri nei conflitti del mondo antico e, in particolare, alla storia dei Liguri Statielli e alla battaglia di Carystum.</p>
<p>Due incontri diversi per epoca e argomento, ma uniti da un unico obiettivo: riscoprire la storia di Acqui Terme attraverso la ricerca, gli studi e il patrimonio documentario e archeologico, rafforzando il legame tra la comunità e le proprie radici.</p>
<p>L’iniziativa conferma il valore della collaborazione tra Istituto Internazionale di Studi Liguri – Sezione “Statiella” e Comune di Acqui Terme – Sistema Museale Acqui Musei, nel promuovere occasioni di approfondimento scientifico e di divulgazione della storia del territorio.</p>
<p>Sul canale YouTube della Città di Acqui Terme saranno presto disponibili le video registrazioni degli incontri.</p>
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