Seminario sul mercato del vino nei Paesi Bassi

Si è svolto, martedì 20 febbraio 2018, nella sala conferenze della Banca di Asti a Canelli, il seminario formativo, gratuito, sul mercato del vino nei Paesi Bassi, organizzato da AFP-Agenzia di Formazione Professionale delle Colline Astigiane, consorzio di promozione I Vini del Piemonte, Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, in collaborazione con Banca di Asti, condotto da Janna Rijpma Meppelink, giornalista, consulente enologica e autrice di numerose pubblicazioni, considerata fra i massimi esperti del mercato olandese del vino.

All’incontro per il potenziamento dei rapporti commerciali con il mercato olandese e dei Paesi Bassi (complessivamente 17 milioni di abitanti e reddito tra i più alti dell’Unione Europea), aperto a tutti i produttori di vino, hanno partecipato un centinaio di aziende del settore, provenienti da tutto il Piemonte che hanno seguito con estremo interesse le testimonianze e sono intervenute con numerose domande.

Il seminario fa parte del programma del corso per Wine Export Manager organizzato da AFP Colline Astigiane, I Vini del Piemonte e Consorzio Barbera d’Asti e ha l’obiettivo di fornire alle piccole e medie aziende vinicole piemontesi gli strumenti per conoscere ed essere competitive sul mercato olandese ed aiutarle a vendere di più e meglio i loro prodotti su questo importante e strategico mercato.

L’incontro, moderato dalla giornalista Anna Gagliardi, ha visto, dopo il benvenuto di Enrico Berruti, Responsabile del Servizio Mercato Imprese del Gruppo Cassa di Risparmio di Asti, gli interventi del presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, Filippo Mobrici e di Daniele Manzone, direttore del consorzio di promozione I Vini del Piemonte, che hanno introdotto il mercato dei vini nei Paesi Bassi. In seguito è intervenuta Janna Rijpma Meppelink, consulente enologica, giornalista e scrittrice attiva nel mondo del vino da 15 anni, che è stata giudice per molti concorsi nazionali e internazionali ed è autrice di cinque edizioni del volume “The Wine Guide for Business” oltre a numerose altre pubblicazioni.

Il seminario è stata un’occasione straordinaria per conoscere il mercato olandese anche in vista dell’evento “My name is Barbera”, che I Vini del Piemonte e il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato organizzeranno ad Amsterdam per il secondo anno consecutivo, il 10 aprile 2018.

In tale occasione una decina di produttori presenteranno a circa 60 operatori del settore olandesi la Barbera d’Asti, attraverso una Master Class condotta dal noto giornalista Fred Nijhuis e una degustazione libera.

«Informare e formare gli operatori del settore – afferma il presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, Filippo Mobrici – per aprire loro nuove prospettive di sviluppo sui mercati esteri. È questa la finalità che stiamo perseguendo, grazie a un ciclo di seminari internazionali che abbiamo organizzato, in collaborazione con importanti partner che operano sul territorio, per promuovere coralmente e in maniera efficace i vini del Monferrato. Il seminario odierno è solo una delle numerose iniziative che il Consorzio ha avviato con esperti e “influencer” di fama. L’Olanda e molti altri Paesi del nord Europa, dove Barbera d’Asti e vini del Monferrato sono conosciuti e apprezzati, rappresentano un mercato su cui continuare a investire».

«L’Olanda è un paese importante per il consumo di vini piemontesi – spiega il direttore del consorzio di promozione I vini del Piemonte Daniele Manzone – ma è anche uno dei Paesi in cui vanno messe in atto strategie di vendita efficaci, poiché si registra un’altissima competizione ed è un “price sensitive market” ovvero si assiste ad una battaglia molto dura sui prezzi. La nostra strategia, ad esempio con l’evento “My name is Barbera” a fronte di queste dinamiche, è duplice e consiste da una parte nello spiegare che la Barbera d’Asti ha diverse tipologie, tutte di altissima qualità, e dall’altra nel “raccontare” la Barbera attraverso seminari, master class, laboratori wine & food, per far emergere le caratteristiche, la storia, le straordinarie particolarità di questo grande vino».

Alle 13,30, la consulente enologica, giornalista e scrittrice Janna Rijpma Meppelink, presentata da Anna Gagliardi, ha tratteggiato la realtà enologia olandese, brillantemente tradotta da Sandro Mirella.

Fino agli anni ’50, il vino in Olanda era conosciuto e bevuto bene. Il vino faceva parte della cultura nazionale, ma è poi molto diminuito, a seguito della grande diffusione della birra (attualmente 68 litri annui pro capite). Dagli anni ‘70 ha ripreso a muoversi il mercato e la consapevolezza del vino, soprattutto quello di alta qualità fino, a raggiungere, nel 2017, i 21,8 litri pro capite, con la predilezione olandese verso i vini bianchi.

Emotivamente e per una maggiore sicurezza, la gente, al di là dell’aspetto economico (tendenza economica generale tra i 3/5/6 euro a bottiglia), segue la tendenza per i vini bianchi (47%), di bassa gradazione, semplici, giovani, biologici con il tappo a vite, infine ai vini rossi (43%), freschi come la Barbera giovane.

«Il forte senso emotivo induce a identificare il vino piemontese con le parole “Barolo – Barbaresco”, il che è come “un nemico fatto in casa” che mette in crisi tutti gli altri ottimi vini del Piemonte, regione eccezionale per le qualità di uve e di vini.

E’ per questo motivo che dovrebbero essere i produttori piemontesi a non avere paura ad entrare nella nostra piccola cultura del vino che però è viva e vivace. In questi anni noi siamo diventati una sorta di filtro, un banco di prova anche per altri mercati, con un ragguardevole numero di persone competenti di vino. Siamo un mercato curioso, aperto, con il 70/75% delle donne che scelgono i supermercati, mentre gli uomini scelgono preferibilmente le enoteche e l’internet.

Senza dimenticare che dal 2008 è ripartita un decrescita con il prezzo in aumento, ma con una maggiore conoscenza della qualità da parte dei consumatori. Negli ultimi 10/20 anni c’è stata una grande crescita enogastronomica grazie anche all’aumento delle Tre Stelle Michelin, dei nuovi ottimi ristoranti e delle enoteche.
E sono aumentate le persone competenti che conoscono il vino. Ed è per questo sono i 1. 800 produttori piemontesi non devono avere paura a parlare dei loro vini, della loro storia, del loro territorio, della loro differenza e spiegare e ‘raccontare’ completamente la diversità del Barbera dal Barolo tenendo conto che in Olanda, un quarto dei vini proviene dalla Francia (cui eravamo culturalmente più vicini) con il 25,8% del totale, al secondo posto il Sud Africa (20,01%), al terzo la Spagna (10%), ma stanno aumentando i vini del Cile (12,55%) e dell’Italia (6,2%)».

Banca di Asti conferma la propria volontà di supportare le aziende proprie clienti nello sviluppo e nella crescita anche territoriale. «Il ruolo che la Banca assume nei confronti delle imprese non è più quello tradizionale di mero consulente finanziario – afferma Enrico Berruti di Banca di Asti.

Oggi Banca di Asti offre ai propri clienti una consulenza strategica a tutto campo. È per questa ragione che prosegue la collaborazione con i consorzi e i rappresentanti delle imprese: per essere sempre allineati con le esigenze degli operatori del settore».
Il mercato del vino nei Paesi Bassi – I Paesi Bassi hanno una popolazione complessiva di oltre 17 milioni di abitanti e un reddito pro-capite tra i più alti nell’Unione Europea (38.700€ nel 2015). Un mercato, quindi, con un buon potenziale per vini di alta gamma.

Il Paese è tradizionalmente orientato al consumo di birra (68 litri annui pro-capite), ma il consumo di vino è aumentato notevolmente nel corso degli ultimi anni: dal 1990 al 2017 si è passati da 14,5 litri a 21,8 litri pro capite e oggi i Paesi Bassi sono il 14° paese al mondo per consumo totale di vino.

I dati relativi al 2016/17 mostrano una predilezione degli olandesi nei confronti dei vini bianchi (46%) rispetto ai rossi e degli spumanti (favoriti dal sistema di tassazione); bene anche i vini rosé, che costituiscono l’11% dei consumi. Inoltre la diversificazione della domanda evidenzia una maggiore conoscenza da parte dei consumatori, infatti è aumentato anche il numero di enoteche specializzate.

Provenienza/importazioni – Circa un quarto dei vini importati proviene dalla Francia (25,8% del totale), al secondo posto viene il Sud Africa (20,01%) e al terzo la Spagna (10%), tuttavia stanno aumentando le importazioni da altri paesi, come il Cile (12,55%) e l’Italia (6,21%).

In particolare, le importazioni di vino dall’Italia nel 2015 si attestavano a quota 435.000 ettolitri, pari a 129 milioni di €. I Paesi Bassi rappresentano quindi il 9° mercato di sbocco per il vino italiano in termini di quantità e il 10° in termini di valore.

Canali di vendita – Il mercato del vino nei Paesi Bassi è segmentato in due fasce: una fascia di grandi volumi e prezzo basso, dove i supermercati detengono circa il 60% del mercato e il prezzo alla bottiglia è inferiore ai 3€, e una fascia di prezzi elevati e bassi volumi, dove prevalgono i prodotti di nicchia, le piccole produzioni e le novità.

Quest’ultimo settore è suddiviso tra Ho.Re.Ca (circa il 20% del mercato, per un prezzo medio alla bottiglia di circa 20€) e i distributori specializzati (circa il 15% del mercato e un prezzo medio alla bottiglia 6€). Il mercato online vale circa il 3% del mercato, e interessa soprattutto i vini di pregio.

La grande distribuzione (GDO) nei Paesi Bassi è concentrata nella mani di due grandi catene: Albert Heijn e Jumbo. Accanto ai grandi supermercati, e legati ad essi in termini di proprietà, esistono catene di negozi specializzati in vendita di alcolici (vini, birre, liquori), fra cui la più nota e diffusa è Gall en Gall del succitato Albert Heijn.
Trend dei consumi – Come detto prima, nei Paesi Bassi c’è una predilezione per i vini bianchi e, in generale i vini più leggeri vanno per la maggiore. La popolarità del vino è in aumento soprattutto fra le nuove generazioni, come dimostrano i numerosi wine bar e wine festival che si moltiplicano un po’ ovunque nelle città olandesi. Un altro trend importante sono i vini biologici e naturali.

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