Letture

PREMIO ASTI D’APPELLO
 
La logica della lampara” di Cristina Cassar Scalia, edito da Einaudi e finalista al Premio Scerbanenco, è il secondo libro selezionato per la dodicesima edizione del Premio Asti d’Appello.

Sono le quattro e trenta del mattino. Dalla loro barca il dottor Manfredi Monterreale e Sante Tammaro, giornalista di un quotidiano online, intravedono sulla costa un uomo che trascina a fatica una grossa valigia e la getta fra gli scogli. Poche ore dopo il vicequestore Vanina Guarrasi riceve una chiamata anonima: una voce femminile riferisce di aver assistito all’uccisione di una ragazza avvenuta quella notte in un villino sul mare.
Due fatti che si scoprono legati e danno il via a un’indagine assai più delicata del previsto. La scontrosa Vanina, la cui vita privata si complica di giorno in giorno, dovrà muoversi con cautela fra personaggi potenti del capoluogo etneo. Ma anche grazie all’aiuto del commissario in pensione Biagio Patanè, con il quale fa ormai «coppia fissa», sbroglierà un intrigo che, fino all’ultimo, riserva delle sorprese.

Cristina Cassar Scalia è originaria di Noto. Medico oftalmologo, vive e lavora a Catania. “Sabbia nera” (Einaudi 2018) è stato il suo primo romanzo con protagonista il vicequestore Vanina Guarrasi, con il quale ha conquistato lettori e critici. I diritti sono stati venduti all’estero e opzionati per il cinema e la televisione. 

Per i soci dell’Associazione Premio Asti d’Appello il volume sarà disponibile alla Biblioteca Astense dal 17 marzo, quando riaprirà dopo la chiusura per inventario, nei consueti orari. Per chi volesse associarsi al Premio la quota di iscrizione è sempre di 100 euro e dà diritto a ricevere i libri in gara e a due posti per la cerimonia finale di novembre al Teatro Alfieri. Maggiori dettagli su www.premioastidappello.org

Biblioteca Astense porta avanti diversi progetti nelle scuole e conduce il gruppo di lettura degli Acchiappalibri, Ha scritto inoltre La mia estate indaco (Mondadori) e Lena, acciuga di montagna (Solferino-Libri corsari) di recentissima pubblicazione.

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GIUSEPPE CULICCHIA CON IL SUO ULTIMO ROMANZO “IL CUORE E LA TENEBRA”

La Biblioteca G. Monticone è orgogliosa di accogliere a Canelli un grande scrittore, vincitore dei Premi Montblanc e Grinzane Cavour che, tradotto in dieci lingue, pubblica libri con i maggiori editori italiani.
Giuseppe Culicchia domenica 23 febbraio, alle ore 17, presenterà in biblioteca il suo ultimo emozionante romanzo, “Il cuore e la tenebra”, ed. Mondadori, dialogando con la prof.ssa Anna Maria Tosti.

Un romanzo profondo, tragico e dolente che, trovando il perfetto punto d’incontro tra le traversie familiari e la grande Storia, parla di padri e di figli, di fallimento, egoismo, ossessione, del saper perdonare, della nostalgia struggente per il tempo che passa e per ciò che non è mai accaduto e di quell’amore che sa resistere a tutto.

Un romanzo corale, corposo, pieno di citazioni e riferimenti culturali, scritto con delicatezza ed eleganza, che senza schemi e pregiudizi, apre scenari e domande di grande spessore narrativo che lasciano attoniti e ammirati.

Un romanzo differente dai precedenti, che ci rivela un Culicchia nuovo, magistralmente impegnato in una ricerca umana, familiare e sociale che sa calarsi in modo incisivo nel profondo dell’essere umano, in un percorso di un’intensità indimenticabile.
Al termine della presentazione del romanzo sarà possibile brindare insieme all’autore con l’aperitivo gentilmente offerto da casa Contratto e dalla panetteria Corino.

 
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UN NUOVO LIBRO DI MARIO RENOSIO RACCONTA LA LOTTA PARTIGIANA TRA MONFERRATO E  LANGHE
 
Renosio aggiorna la lotta partigiana e presenta, il 26 febbraio ad Asti, all’Archivio di Stato, il suo libro “Attila, Pepe e gli altri” è pubblicato dall’Israt. .
 
Il partigiano Marcello Bernieri, garibaldino col nome di battaglia Costa, glielo disse già trent’anni fa: per scrivere la storia della Resistenza si sarebbe dovuto aspettare la scomparsa dei protagonisti, spesso legati a interpretazioni eroiche della lotta, nella quale era da considerarsi fondamentale la loro esperienza personale. Mario Renosio, direttore scientifico dell’Israt, lo racconta proprio mentre si appresta a presentare ad Asti il suo ultimo libro: “Attila, Pepe e gli altri. La lotta partigiana tra il Monferrato e le Langhe”.
 
L’appuntamento è all’Archivio di Stato mercoledì 26 febbraio alle 17 (via Govone 9, ingresso libero). Ne discuteranno con l’autore Mauro Forno e Nicoletta Fasano, rispettivamente presidente e ricercatrice all’Israt, che promuove l’incontro con l’Archivio di Stato e sotto il patrocinio di Anpi e Fondazione CRT. Il volume, editato in proprio dall’Istituto, è uscito nel novembre 2019 e riporta, in apertura, una citazione di Marisa Ombra, deceduta un mese dopo.  
 
Oggi i protagonisti della Resistenza sono davvero quasi tutti scomparsi “e l’Italia – non trascura di annotare Renosio nel libro – non solo non è quella che avevano sognato molti partigiani, ma si è quasi dimenticata di loro, che pure si erano messi in gioco per renderla libera e solidale”.
 
Quei ribelli Renosio li ha conosciuti bene e le loro testimonianze gli sono anche servite, nel 1994, per scrivere “Colline partigiane. Resistenza e comunità contadina nell’Astigiano”. Perché allora, a distanza di venticinque anni, tornare sullo stesso argomento? Doveroso, spiega, proporre una rilettura aggiornata di “Colline partigiane”, per giungere “a una nuova sintesi interpretativa della lotta partigiana e della guerra civile capace di inserire eventi, dinamiche e tempistiche in un quadro non solo locale”.
 
“Dall’uscita di ‘Colline partigiane’ a oggi – ricorda Renosio – l’Israt ha reperito nuove fonti e documenti, allargato i confini delle ricerche, approdate ad archivi nazionali e internazionali. Basti pensare a due lavori che abbiamo autoprodotto o a cui abbiamo collaborato: il libro ‘Un’altra storia. La Rsi nell’Astigiano tra guerra civile e mancata epurazione” (2015)’, volto a comprendere, attraverso l’esame di documenti tedeschi e fascisti inediti, le strategie di occupazione e repressione messe in atto anche sul territorio astigiano, e l’Atlante delle stragi naziste e fasciste in Italia (1943-1945)”.    
 
“Attila, Pepe e gli altri” prende in esame il periodo tra il 1940, quando l’Italia entra nel secondo conflitto mondiale, e il 1947, in un contrastato dopoguerra che porta, tra l’altro, un gruppo di ex partigiani alla rivolta di Santa Libera, sulle colline di Santo Stefano Belbo (1946). Non mancano le testimonianze di ribelli e familiari, alcune particolarmente toccanti. Molti i dati che aiutano a comprendere la consistenza del movimento che ha preso parte alla Resistenza.
 
Renosio, che si sofferma anche sulla giustizia partigiana e la difficile nascita della democrazia, affronta infine nell’ultimo capitolo (“Miti”) i temi della retorica resistenziale e della controstoria antipartigiana, offrendo una riflessione costruita “senza tabù o reticenze – dice – ma con rigore, onestà intellettuale e in modo documentato: come sempre abbiamo fatto”.