Letture

“Il figlio del lupo” di Romana Petri

“Il figlio del lupo” di Romana Petri (Mondadori), proveniente dal premio Viareggio, e “L’angelo di Monaco” di Fabiano Massimi (Longanesi), dal Premio Alassio, sono i nuovi libri selezionati per la dodicesima edizione del Premio Asti d’Appello. “Il figlio del lupo” racconta la furia di vivere di un uomo che ha fatto il pugile, il cacciatore di foche, l’agente di assicurazioni, il cercatore d’oro, che ha amato l’ombra azzurra delle foreste e la smagliante solarità dei mari, che ha guardato, ceruleo d’occhi e di pensieri, l’anima dei popoli in lotta e il cuore delle donne. E qui le donne sono il vero motore del racconto: la fragranza piccolo-borghese di Mabel, la concretezza di Bessie, il fascino intellettuale di Anna Strunsky, la determinazione di Charmian (“essere molte donne in una”), l’insostituibilità della sorella Eliza. Il romanzo srotola il filo di una storia vera, così come è vera la storia dei personaggi che abbiamo amato. E allora ecco sciorinate le vicende di un uomo sospeso fra il rovello ispirato del grande narratore e la voce dispiegata del socialista che vuol parlare, da rivoluzionario, a sette milioni di lavoratori ma non rinuncia a farsi allacciare le scarpe perché non ha tempo da perdere, sospeso fra il gioco dell’amore promesso, vissuto, tradito sempre ad alte temperature e il tormento di un fallimento incombente, malgrado il clangore del mondo e il fuoco alto della fama.   Romana Petri vive a Roma. Tra le sue opere, Ovunque io sia (2008), Ti spiego (2010), Le serenate del Ciclone (2015, premio Super Mondello e Mondello Giovani), Il mio cane del Klondike (2017), Pranzi di famiglia (2019, premio The Bridge). Traduttrice e critico, collabora con “Io Donna”, “La Stampa”, “Il Venerdì di Repubblica” e il “Corriere della Sera”. È tradotta in Inghilterra, Stati Uniti, Francia, Spagna, Serbia, Olanda, Germania e Portogallo (dove ha lungamente vissuto). “L’angelo di Monaco” è un thriller, sullo sfondo di una Repubblica di Weimar moribonda, in cui si avvertono tutti i presagi della tragedia nazista, in miracoloso equilibrio tra inoppugnabile realtà storica e avvincente finzione, un viaggio all’inseguimento di uno scampolo di verità in grado, forse, di restituire dignità alla prima, vera vittima della propaganda nazista: la giovane e innocente Geli Raubal. Il commissario Sigfried Sauer è chiamato con urgenza in un appartamento signorile di Prinzregentenplatz, dove la ventiduenne Angela Raubal, detta Geli, è stata ritrovata senza vita nella sua stanza chiusa a chiave. Accanto al suo corpo esanime c’è una rivoltella: tutto fa pensare che si tratti di un suicidio. Geli, però, non è una ragazza qualunque, e l’appartamento in cui viveva ed è morta, così come la rivoltella che ha sparato il colpo fatale, non appartengono a un uomo qualunque: il suo tutore legale è “zio Alf”, noto al resto della Germania come Adolf Hitler, il politico più chiacchierato del momento…  Fabiano Massimi è nato a Modena nel 1977. Laureato in Filosofia tra Bologna e Manchester, bibliotecario alla Biblioteca Delfini di Modena, da anni lavora come consulente per alcune tra le maggiori case editrici italiane. L’angelo di Monaco è stato l’esordio italiano più venduto alla Fiera di Londra 2019. Per i soci dell’Associazione Premio Asti d’Appello i libri saranno preso disponibili alla Biblioteca Astense, aperta dal martedì al sabato dalle 9 alle 13 e il martedì e il giovedì dalle 15 alle 18. Per informazioni www.premioastidappello.org


“La vita di nuovo” di Mara Barazzutti

Quanto dura il lutto per la perdita di un grande amore e come si fa a metterlo da parte? In questa storia una giovane donna attinge a tutto il suo coraggio per rimettersi in gioco e ricominciare a esistere. Luisa si sta riaffacciando al mondo con lentezza: suo marito Andrea ha perso la vita in un incidente stradale e lei ormai dedica tutta se stessa al loro bambino. Ma un giorno d’estate il destino le dona una possibilità per tornare a gioire di ogni cosa. Quello stesso fato in grado di farla sprofondare nel dolore più intenso fa incrociare il suo cammino con quello di Federico, che sembra essere lì ad aspettarla da sempre. Si riaccende la fiamma della vita e le emozioni di Luisa escono dal lungo inverno in cui si erano immerse. Una serie di romantici eventi, molti dubbi, paure radicate nel profondo e un costante bilanciamento tra la razionalità e la spinta verso la meraviglia dei sentimenti condurranno la protagonista verso la scelta giusta.L’Autrice racconta il dramma della perdita con delicatezza e attenzione, arricchendo la trama di momenti appassionati e carichi di tenerezza, con uno stile asciutto e piacevole, in grado di intenerire ma anche di interessare e intrattenere un vasto pubblico di lettori.
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 “Extinction Ultima Luce” di Gianluca D’Aquino

In libreria il nuovo romanzo dello scrittore alessandrino Gianluca D’Aquino: “EXTINCTION – Ultima luce” (Epika edizioni).  La storia, più che mai di attualità, si sviluppa nel genere distopico ed è incentrata sulla diffusione di un virus, l’R16V99, che mette a rischio il perpetuarsi dell’umanità. In un periodo in cui non si parla d’altro, e non potrebbe essere diversamente a causa della drammatica pandemia legata alla diffusione del COVID-19, il romanzo di D’Aquino, scritto in tempi non sospetti, ha un che di profetico. A tal proposito, nelle scorse settimane, l’autore era stato intervistato da radio e giornali: – È incredibile – dichiarò – come la finzione letteraria possa essere quasi superata da una realtà inverosimile, quasi inimmaginabile, come questa che stiamo vivendo in questi giorni drammatici. Avverto come un senso di colpa nel lavorare alla revisione finale del mio romanzo, che parla proprio di una malattia la cui genesi è per certi versi affine a quella che stiamo affrontando. Quando iniziai a scriverlo, non avrei mai creduto avverabile ciò che la fantasia mi portava a ideare. Lo scenario del mio R16V99 è così terribilmente profetico da crearmi un problema di coscienza. – Ancora oggi l’autore appare sconcertato: – L’ultima revisione è stata surreale. Ho addirittura pensato all’opportunità di uscire in questo momento con un tale romanzo. Ma ci sono impegni presi e forse, nonostante tutto, la fiction può servire a esorcizzare le paure del reale.

Il romanzo ha un risvolto molto più inquietante rispetto alla realtà e introduce scenari catastrofici, in cui i protagonisti dovranno mettersi alla prova per cercare una soluzione alla propagazione della pandemia. E non solo.

Nella finzione letteraria e cinematografica, spesso le storie si concludono con il contenimento del virus e il ritorno alla normalità. Non sappiamo se in “EXTINCTION – Ultima luce” ci sia un tale lieto fine, ma l’augurio, come ha manifestato lo stesso autore, è che possa esserci nella realtà e che presto il COVID-19, così come l’R16V99 di D’Aquino, possa tornare a essere solo materia letteraria. Per il bene di tutti.