Letture

Ultimo appuntamento di “Passepartout en hiver – Conversazioni d’inverno”

Domenica 28 febbraio alle 17 ultimo appuntamento online per “Passepartout en hiver – Conversazioni d’inverno”, il ciclo di incontri promossi dalla Biblioteca Astense Giorgio Faletti e dalla CNA di Asti con autori e relatori astigiani. È possibile seguire la rassegna, ribattezzata “Passepartout en hiver… chez toi”, sui profili Facebook della Biblioteca Astense e di Passepartout. Come avveniva nella rassegna “in presenza”, a ogni evento, presentato da Mario Tanino, partecipano pittori della CNA Artisti, coordinati da Marisa Garramone, che offrono l’interpretazione grafica del tema proposto, illustrando le proprie opere prima di ogni incontro.

Ospite lo scrittore astigiano Francesco Baucia, che presenta il suo libro “La notte negli occhi” (Lindau 2020).

Batavia, 1831. Dopo un lungo viaggio dall’Europa, un medico noto per la sua abilità di «cercatore di uomini» sbarca sull’isola di Giava. Il personaggio più influente della cultura europea – il Grand’uomo dello Stato prussiano, il filosofo G. W. F. Hegel – gli ha affidato un incarico delicato: rintracciare il figlio illegittimo e rinnegato, Ludwig Fischer. Cinque anni prima, dopo l’ennesima lite col padre, il ragazzo era fuggito arruolandosi nell’esercito coloniale olandese. Raggiunta Giava, però, aveva fatto perdere le proprie tracce, lasciando così nell’animo del genitore un rimorso insopportabile. Messosi sulle orme di Fischer, il medico-investigatore si ritrova presto nel cuore di un enigma che sfida la sua capacità di portare luce nel buio. La riuscita dell’impresa dipende dalle risposte che saprà dare a quesiti decisivi: che cosa nasconde la fuga del ragazzo? Chi è il misterioso compagno che sembra seguire come un’ombra i passi di Ludwig? E ancora: esiste qualche connessione fra il giovane reietto e il cruento assassinio di un ufficiale olandese avvenuto nella giungla giavanese? Ispirato a un episodio reale della vita di Hegel, La notte negli occhi coinvolge il lettore in un viaggio che è al tempo stesso una discesa nelle oscurità dell’anima e della memoria. Con la tensione di un giallo e con una prosa di grande suggestione, capace di rievocare i racconti del mistero e dell’avventura di Poe e Conrad, questo romanzo restituisce in maniera inedita una storia dimenticata di amore e odio, di ragione e follia. 

Francesco Baucia, nato ad Asti nel 1984, laureato in filosofia all’Università Cattolica di Milano, è redattore e consulente editoriale. Collabora al supplemento Alias del «Manifesto» e scrive per la televisione. Il suo primo romanzo è L’ultima analisi (Sedizioni 2013). 

Artisti ospiti Ottavia Boano Baussano e Nicola Colucciello.

Ottavia Boano Baussano ha frequentato l’Istituto d’Arte Benedetto Alfieri di Asti e l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, oltre a un corso di restauro quadri e uno di affresco a Torino. Ha partecipato a diverse mostre collettive, la prima personale, “Punti di Vista”, è nel 2008 a Palazzo Ottolenghi. Ha realizzato il drappo per il Paliotto degli sbandieratori di Asti nel 2005 e il drappo del Palio Marinaro di Livorno nel 2012. Nel 2017 ad Asti si è occupata della Cappella delle suore in via Zangrandi e della realizzazione del murales dipinto dagli studenti dell’artistico di Asti al Movicentro per ASP. Il suo genere pittorico è ispirato da Simbolismo, Espressionismo e Surrealismo.

Nicola Colucciello, decoratore e restauratore, è diplomato al Liceo Artistico di Brera e in Scenografia presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. Tra i suoi lavori di restauro, tra i più importanti va citato quello svolto presso la chiesa di San Nicolao, a Monteu Roero. Per quanto riguarda, invece, l’ambito decorativo, è doveroso il riferimento ai lavori eseguiti presso il castello di Lavezzole.

Per seguire l’incontro:

www.facebook.com/BibliotecaAstense , www.facebook.com/PassepartoutFestival

Per chi non avesse un account Facebook, i video degli incontri saranno disponibili in un secondo momento anche sul canale YouTube di Passepartout. Maggiori dettagli su www.bibliotecastense.it e www.passepartoutfestival.i


Riaperture al pubblico del museo e dei luoghi pavesiani, dal lunedì al venerdì e solo su prenotazione (scopri di più). Sempre su prenotazione, ha riaperto al pubblico per il servizio di prestito e restituzione anche la Biblioteca Civica “Cesare Pavese”.

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Video su Cesare Pavese, ritratto dello scrittore di Maria Luisa Sini

Un ritratto intimo e inedito dello scrittore Cesare Pavese attraverso i ricordi e gli aneddoti di Maria Luisa Sini, nipote di Cesare Pavese, e Gabriella Scaglione, figlia di Pinolo Scaglione – il Nuto del romanzo “La luna e i falò”.

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LETTURE ONLINE DELLA BIBLIOTECA MONTICONE

Continuano letture in streaming proposte dalla Biblioteca Monticone, all’interno del progetto “Nati per leggere”. Il nuovo appuntamento è per sabato 13 febbraio 2021 alle ore 17, sempre sulla piattaforma ZOOM, sempre con nuove, divertenti e appassionanti proposte per bambini dai 3 agli 8 anni… e non solo!

Chi ha già partecipato ai precedenti incontri riceverà il link per accedere alle letture. Chi invece partecipa per la prima volta, può richiedere il link a bibliotecamonticone@virgilio.it possibilmente entro il giovedì precedente l’incontro.

Vi aspettiamo numerosi per ritrovarci insieme e per non rinunciare al nostro solito momento di coccole piene di magia, divertimento e tenerezza.

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“La nevicata lunga. Il vecchio e la montagna”
di Adalberto Invernizzi

Un aereo caduto tra le montagne. Un tesoro custodito tra rocce e neve. Pietro, guida alpina, ex partigiano, detto ’l loup, il lupo, per la sicurezza e l’istinto con cui sa muoversi in montagna, decide di sfidare se stesso, i suoi incubi, i suoi ricordi, mettendo in gioco la sua esistenza.

Adalberto Invernizzi in questo romanzo breve porta il lettore a respirare la pungente aria fredda delle vette più alte, a muovere un passo dopo l’altro, verso la cima, verso la meta.

In un paesaggio indefinito, in cui sono riconoscibili luoghi, personaggi e vicende della Val Gesso, scorrono i ricordi di una vita: la lotta partigiana, la crudeltà della guerra, i nascondigli fra le montagne e la neve. Poi l’amore e la conoscenza, quella antica ed empirica, fatta non solo di comprensione teorica ma di pratica e di consapevolezza dell’uomo, non avversario, ma parte integrante della natura, anche della più impervia.

Impervia come la parete rocciosa su cui riesce a radicarsi la Sassifraga, pianta rara, capace di sfidare le condizioni estreme, di fiorire raramente, simbolo di sobrietà, caparbietà, orgoglio, di vittoria della vita.

Adalberto Invernizzi, nato a Cuneo nel 1936, vive a Roma. Ingegnere, ha lavorato in molti paesi in via di sviluppo, in Africa, in Medio ed Estremo oriente e nei Balcani. Ha al suo attivo parecchie pubblicazioni, libri e articoli.

80 pagine – € 13,00 – www.neosedizioni.it Via Beaulard 31, 10139 Torino, Info: 0117413179

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Premio Asti d’Appello, “I delitti della salina” primo libro finalista

Ili primo libro finalista della tredicesima edizione del Premio Asti d’Appello, organizzato dall’omonima associazione in collaborazione con la Biblioteca Astense: è “I delitti della salina” di Francesco Abate, edito da Einaudi, finalista al Premio Scerbanenco 2020.

L’autore ricostruisce una città esotica e inedita, dalle saline al Bagno penale, dal bordello al teatro dell’opera alla spiaggia del Poetto. Una città avvolta da un’atmosfera da feuilleton, che ci cattura e sconvolge con i suoi oscuri segreti. Quando una delle sigaraie – le manifatturiere del tabacco – va a chiederle aiuto, la giornalista Clara Simon non sa che fare. È una bella ragazza, con quegli occhi a mandorla ereditati dalla madre, una cinese del porto che, nonostante le differenze di classe, aveva sposato il capitano di marina Francesco Paolo Simon. Poi però è morta di parto e il marito è finito disperso in guerra. Così, Clara vive con il nonno, uno degli uomini più in vista di Cagliari, e lavora all’«Unione», anche se non può firmare i pezzi: perché è una donna, e soprattutto perché in passato la sua tensione verso la giustizia e il suo bisogno di verità l’hanno messa nei guai. Ma la sigaraia le spiega che i piciocus de crobi, i miserabili bambini del mercato, stanno scomparendo uno dopo l’altro e, di fronte alla notizia di un piccolo cadavere rinvenuto alla salina, Clara non riesce a soffocare il suo istinto investigativo. Grazie all’aiuto del fedele Ugo Fassberger, redattore al giornale e suo amico d’infanzia, e al tenente dei carabinieri Rodolfo Saporito, napoletano trasferito da poco in città e sensibile al suo fascino, la ragazza attraversa una Cagliari lontana da ogni stereotipo, per svelarne il cuore nero e scellerato.

Francesco Abate, giornalista, scrittore ed ex Dj, ha esordito con Mister Dabolina (Castelvecchi, 1998). Sono seguiti Il cattivo cronista (Il Maestrale, 2003), Ultima di campionato, da un soggetto vincitore del premio Solinas (Il Maestrale, 2004/ Frassinelli 2006), Getsemani (Frassinelli, 2006) e I ragazzi di città (Il Maestrale, 2007). Con Einaudi ha pubblicato Mi fido di te (Stile libero 2007 e Super ET 2015), scritto a quattro mani con Massimo Carlotto, Cosí si dice (2008), Chiedo scusa (con Saverio Mastrofranco, Stile libero 2010 e Super ET 2012 e 2017), Un posto anche per me (2013), Mia madre e altre catastrofi (2016), Torpedone trapiantati (2018) e I delitti della salina (2020). È fra gli autori dell’antologia benefica Sei per la Sardegna (Einaudi 2014, con Alessandro De Roma, Marcello Fois, Salvatore Mannuzzu, Michela Murgia e Paola Soriga).

Il libro sarà disponibile a breve alla Biblioteca Astense. È ancora possibile associarsi al Premio: la quota di iscrizione resta fissata a 100 euro e dà diritto a ricevere i libri in gara e a due posti per la cerimonia finale. È possibile iscriversi (o regalare l’iscrizione) da subito presso la Biblioteca Astense chiamando lo 0141.593002 dal martedì al venerdì dalle 9 alle 13 o scrivendo a astidappello@gmail.com .

Il Premio Asti d’Appello 2021 è possibile grazie al sostegno di Aurora Pen, Farmacia Baronciani e Saclà, e al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino. Maggiori dettagli su www.premioastidappello.org

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La Biblioteca Astense consegna libri “sulla soglia”

La Biblioteca Astense Giorgio Faletti attiva da mercoledì 9 dicembre il servizio di consegna “sulla soglia” dei libri che i propri iscritti potranno prenotare preferibilmente via email all’indirizzo prestiti@bibliotecastense.it, oppure telefonando al numero 0141 593002 dal martedì al venerdì la mattina dalle 9 alle 13. Il ritiro, dopo aver ricevuto conferma che i libri richiesti sono effettivamente disponibili, potrà avvenire in Biblioteca dal martedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18. La consultazione in sede sarà possibile, sempre previa prenotazione, esclusivamente per comprovati motivi di studio e su testi che non possono essere dati in prestito.
Contestualmente viene attivato, grazie alla collaborazione dei volontari dell’Auser Ala di Asti, il servizio di consegna a domicilio riservato agli utenti fragili, regolarmente iscritti alla Biblioteca Astense e residenti nel Comune di Asti, Over 70 o persone invalide, disabili o, più in generale, tutte le persone con temporanee difficoltà motorie. Il servizio è gratuito e può essere prenotato via mail o telefono come sopra.

A seconda che il richiedente abbia sottoscritto una tessera base o plus, potrà richiedere uno o più volumi, come per le richieste in sede. Poiché il servizio di consegna è fissato al mercoledì pomeriggio, settimanalmente saranno evase le richieste pervenute entro le 13 della giornata di mercoledì. Gli orari potranno variare in relazione alle modalità di apertura della Biblioteca, legate alle disposizioni ministeriali per l’emergenza Covid. Nella richiesta dovranno essere indicati: nome e cognome dell’utente a cui è intestata la tessera della biblioteca, indirizzo a cui recapitare i volumi e il cognome riportato sul campanello, recapito telefonico, riferimenti bibliografici dei volumi richiesti. Il servizio di consegna a domicilio dei libri verrà effettuato settimanalmente ogni mercoledì dai volontari dell’Auser nella fascia oraria compresa tra le ore 15 e le ore 17.30. I volontari, muniti di tesserino di riconoscimento, porteranno i libri al domicilio della persona, consegnandoli sul pianerottolo, davanti alla porta d’ingresso dell’abitazione. Al momento della nuova consegna sarà possibile restituire i volumi presi precedentemente in prestito.

Il prestito ha una durata di 30 giorni e può essere eventualmente prorogato prima della scadenza. Gli utenti sono tenuti a un corretto trattamento del materiale della biblioteca, attenendosi alle norme igienico-sanitarie tipiche di questa fase di emergenza. I volumi rientrati dal prestito saranno posti in quarantena per 9 giorni prima di essere nuovamente disponibili, sulla base delle raccomandazioni per il trattamento dei materiali bibliografici e documentali per il contenimento del rischio da contagio da Covid-19.
www.bibliotecastense.it

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I soli stanno soli e fanno luce” a cura di Eliana Gai

Una polifonia di voci, diventata una testimonianza scritta e fotografica che ha coinvolto gli ospiti di una residenza per anziani, in questo particolare anno 2020 del nostro Paese.
Ne è nato un dialogo tra interno ed esterno, con il coinvolgimento di scrittori, medici, insegnanti, filosofi, architetti, poeti, farmacisti, ecc., ricco di significati profondi: una conversazione che non verte sulla virulenza del virus ma sulle risonanze emozionali di persone differenti per esperienze e per età, in questo difficile momento storico.
Una raccolta di scritti e fotografie non separati dalla vita, dal tempo che passa: raccolta semplice, cordiale, spontanea tra amici, a volte con un pizzico di velata malinconia ma piena di speranza e che ci ricorda le nostre vere identità.
Una lucerna, per rischiarare il buio del presente.
Con il contributo di: Giovanna Barbero, Marco Burdese, Patrizia Camatel, Eugenio Carena, Alessandro Cerrato, Gigi Chiola , Pietro Ciampini, Don Antonio Delmastro, Bruno Fantozzi, Gilberto Franco, Joara Franco, Eliana Gai, Martina Guelfo, Ilaria Maccagno, Fabio Malavasi, Davide Migliasso, Teresa Migliasso, Giovanni Monticone, Pietro Nani, Luisa Nebiolo, Gabriella Piccatto, Carla Ponte, Patrizia Santinon, Paola Todeschino, Roberto Toppino, Franco Vaccaneo, Riccardo Vaccaneo, Aldo Zambonardi.

Il libro che uscirà in libreria e nelle edicole alla vigilia di Natale sarà una fiammella di luce in un periodo buio.
Libro e DVD saranno presentati in diretta streaming sabato 5 dicembre, alle ore 18, nella sala consigliare del comune di San Damiano d’Asti alla presenza del Sindaco, della curatrice, di alcuni autori e dell’editore Baima.
Condurrà la diretta il professore Alessandro Cerrato.
Diretta sul link: https://www.facebook.com/104583304282341/

Eliana Gai. Nata a San Damiano d’Asti nel 1953. Laurea in medicina e chirurgia all’Università di Torino (1979). Specialista in psichiatra. Psicoterapeuta. Già medico dirigente psichiatra presso ASL-AT. Formazione in tecniche riabilitative, conduttrice di gruppi di arte terapia. Coordinatore, supervisore, coautore dei testi di “I Colori della Mente I e II”: pubblicazioni inerente l’arteterapia nei Centri Diurni dei servizi psichiatrici in Piemonte. Nel 2001-2002 realizzazione del progetto ”Nel Cuore della Differenza” in collaborazione con Univol di Asti. Nel 2002 organizzazione di mostra di scultura “Arte: tra etica ed estetica” con laboratori attivi di arteterapia (Canelli, Circolo Culturale Punto di Vista). Dal 1998 al 2012 consigliere nella Scarampi Foundation: arte, cultura e musica in terra di Langa. Iscritta alla Società Italiana di Psichiatria (SIP). Presidente Associazione Italiana Donne Medico, Sede di Asti (2020). Presidente Fondazione “Elvio Pescarmona”, San Damiano d’Asti (2020). Madre dello storico Paolo Riccardo Oliva.

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“Il figlio del lupo” di Romana Petri

“Il figlio del lupo” di Romana Petri (Mondadori), proveniente dal premio Viareggio, e “L’angelo di Monaco” di Fabiano Massimi (Longanesi), dal Premio Alassio, sono i nuovi libri selezionati per la dodicesima edizione del Premio Asti d’Appello. “Il figlio del lupo” racconta la furia di vivere di un uomo che ha fatto il pugile, il cacciatore di foche, l’agente di assicurazioni, il cercatore d’oro, che ha amato l’ombra azzurra delle foreste e la smagliante solarità dei mari, che ha guardato, ceruleo d’occhi e di pensieri, l’anima dei popoli in lotta e il cuore delle donne. E qui le donne sono il vero motore del racconto: la fragranza piccolo-borghese di Mabel, la concretezza di Bessie, il fascino intellettuale di Anna Strunsky, la determinazione di Charmian (“essere molte donne in una”), l’insostituibilità della sorella Eliza. Il romanzo srotola il filo di una storia vera, così come è vera la storia dei personaggi che abbiamo amato. E allora ecco sciorinate le vicende di un uomo sospeso fra il rovello ispirato del grande narratore e la voce dispiegata del socialista che vuol parlare, da rivoluzionario, a sette milioni di lavoratori ma non rinuncia a farsi allacciare le scarpe perché non ha tempo da perdere, sospeso fra il gioco dell’amore promesso, vissuto, tradito sempre ad alte temperature e il tormento di un fallimento incombente, malgrado il clangore del mondo e il fuoco alto della fama.   Romana Petri vive a Roma. Tra le sue opere, Ovunque io sia (2008), Ti spiego (2010), Le serenate del Ciclone (2015, premio Super Mondello e Mondello Giovani), Il mio cane del Klondike (2017), Pranzi di famiglia (2019, premio The Bridge). Traduttrice e critico, collabora con “Io Donna”, “La Stampa”, “Il Venerdì di Repubblica” e il “Corriere della Sera”. È tradotta in Inghilterra, Stati Uniti, Francia, Spagna, Serbia, Olanda, Germania e Portogallo (dove ha lungamente vissuto). “L’angelo di Monaco” è un thriller, sullo sfondo di una Repubblica di Weimar moribonda, in cui si avvertono tutti i presagi della tragedia nazista, in miracoloso equilibrio tra inoppugnabile realtà storica e avvincente finzione, un viaggio all’inseguimento di uno scampolo di verità in grado, forse, di restituire dignità alla prima, vera vittima della propaganda nazista: la giovane e innocente Geli Raubal. Il commissario Sigfried Sauer è chiamato con urgenza in un appartamento signorile di Prinzregentenplatz, dove la ventiduenne Angela Raubal, detta Geli, è stata ritrovata senza vita nella sua stanza chiusa a chiave. Accanto al suo corpo esanime c’è una rivoltella: tutto fa pensare che si tratti di un suicidio. Geli, però, non è una ragazza qualunque, e l’appartamento in cui viveva ed è morta, così come la rivoltella che ha sparato il colpo fatale, non appartengono a un uomo qualunque: il suo tutore legale è “zio Alf”, noto al resto della Germania come Adolf Hitler, il politico più chiacchierato del momento…  Fabiano Massimi è nato a Modena nel 1977. Laureato in Filosofia tra Bologna e Manchester, bibliotecario alla Biblioteca Delfini di Modena, da anni lavora come consulente per alcune tra le maggiori case editrici italiane. L’angelo di Monaco è stato l’esordio italiano più venduto alla Fiera di Londra 2019. Per i soci dell’Associazione Premio Asti d’Appello i libri saranno preso disponibili alla Biblioteca Astense, aperta dal martedì al sabato dalle 9 alle 13 e il martedì e il giovedì dalle 15 alle 18. Per informazioni www.premioastidappello.org


“La vita di nuovo” di Mara Barazzutti

Quanto dura il lutto per la perdita di un grande amore e come si fa a metterlo da parte? In questa storia una giovane donna attinge a tutto il suo coraggio per rimettersi in gioco e ricominciare a esistere. Luisa si sta riaffacciando al mondo con lentezza: suo marito Andrea ha perso la vita in un incidente stradale e lei ormai dedica tutta se stessa al loro bambino. Ma un giorno d’estate il destino le dona una possibilità per tornare a gioire di ogni cosa. Quello stesso fato in grado di farla sprofondare nel dolore più intenso fa incrociare il suo cammino con quello di Federico, che sembra essere lì ad aspettarla da sempre. Si riaccende la fiamma della vita e le emozioni di Luisa escono dal lungo inverno in cui si erano immerse. Una serie di romantici eventi, molti dubbi, paure radicate nel profondo e un costante bilanciamento tra la razionalità e la spinta verso la meraviglia dei sentimenti condurranno la protagonista verso la scelta giusta.L’Autrice racconta il dramma della perdita con delicatezza e attenzione, arricchendo la trama di momenti appassionati e carichi di tenerezza, con uno stile asciutto e piacevole, in grado di intenerire ma anche di interessare e intrattenere un vasto pubblico di lettori.

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 “Extinction Ultima Luce” di Gianluca D’Aquino

In libreria il nuovo romanzo dello scrittore alessandrino Gianluca D’Aquino: “EXTINCTION – Ultima luce” (Epika edizioni).  La storia, più che mai di attualità, si sviluppa nel genere distopico ed è incentrata sulla diffusione di un virus, l’R16V99, che mette a rischio il perpetuarsi dell’umanità. In un periodo in cui non si parla d’altro, e non potrebbe essere diversamente a causa della drammatica pandemia legata alla diffusione del COVID-19, il romanzo di D’Aquino, scritto in tempi non sospetti, ha un che di profetico. A tal proposito, nelle scorse settimane, l’autore era stato intervistato da radio e giornali: – È incredibile – dichiarò – come la finzione letteraria possa essere quasi superata da una realtà inverosimile, quasi inimmaginabile, come questa che stiamo vivendo in questi giorni drammatici. Avverto come un senso di colpa nel lavorare alla revisione finale del mio romanzo, che parla proprio di una malattia la cui genesi è per certi versi affine a quella che stiamo affrontando. Quando iniziai a scriverlo, non avrei mai creduto avverabile ciò che la fantasia mi portava a ideare. Lo scenario del mio R16V99 è così terribilmente profetico da crearmi un problema di coscienza. – Ancora oggi l’autore appare sconcertato: – L’ultima revisione è stata surreale. Ho addirittura pensato all’opportunità di uscire in questo momento con un tale romanzo. Ma ci sono impegni presi e forse, nonostante tutto, la fiction può servire a esorcizzare le paure del reale.

Il romanzo ha un risvolto molto più inquietante rispetto alla realtà e introduce scenari catastrofici, in cui i protagonisti dovranno mettersi alla prova per cercare una soluzione alla propagazione della pandemia. E non solo.

Nella finzione letteraria e cinematografica, spesso le storie si concludono con il contenimento del virus e il ritorno alla normalità. Non sappiamo se in “EXTINCTION – Ultima luce” ci sia un tale lieto fine, ma l’augurio, come ha manifestato lo stesso autore, è che possa esserci nella realtà e che presto il COVID-19, così come l’R16V99 di D’Aquino, possa tornare a essere solo materia letteraria. Per il bene di tutti.