La capitozzatura danneggia gli alberi

Col tardo inverno capita spesso di vedere operai addetti alle potature degli alberi ornamentali della nostra città. È un compito impegnativo per le Amministrazioni locali che spesso si rivolgono a imprese private per l’ esecuzione di tali lavori. L’ impegno di spesa che grava sul bilancio comunale spesso risulta rilevante. Il verde pubblico è un patrimonio importante, da salvaguardare e da incrementare con sempre nuovi alberi da mettere a dimora. Nei centri urbani si avverte il bisogno di alberi perché ci danno ossigeno, abbattono le polveri sottili inquinanti, ci danno bellezza, refrigerio, armonia, piacere di viverci accanto. Facendo però un’ attenta osservazione delle nostre alberate, specie d’ inverno, quando in assenza di foglie possibile notare meglio la naturale architettura delle branche, dei rami e della corona, si scopre che troppi alberi vengono potati col sistema della capitozzatura, del taglio indiscriminato e pesante dei capi. Si usa tale sistema per tentare contenere le dimensioni della chioma, per irrobustire l’ albero, per evitare pericoli di caduta. I tagli indiscriminati invece, su un essere vivente come l’ albero, portano nel tempo una serie di gravi svantaggi. Col taglio di una sezione di ramo troppo ampia si apre la strada all’ingresso dei funghi patogeni che si installano sulla ferita e debilitano progressivamente l’albero. Per ogni ramo tagliato deperisce o muore una radice pregiudicando la stabilità dell’ albero e la sua salute. L’ albero è un organismo vivente, dotato di chioma, di tronco e di radici che lavorano in maniera sinergica, proprio come succede nel nostro corpo. L’ equilibrio fisiologico è essenziale per mantenere l’ albero in buona salute, bello, longevo e funzionante. Con la capitozza tura, specie se radicale con l’abbattimento di quasi tutte le gemme, l’equilibrio si rompe e alla ripresa vegetativa il tronco e le radici vanno in sofferenza. Per mantenersi in vita fanno ricorso alle riserve energetiche accumulate l’anno precedente. Dal capitozzo, attraverso le gemme dormienti, poi spuntano rami dall’ attaccatura laterale, poco saldi e troppo numerosi che deformano l’aspetto della corona. L’attaccatura rischia di non tenere in caso di bufera ed il ramo cade. L’ aspetto dell’albero muta, la naturale forma della chioma risulta sconvolta da antiestetici grappoli di rami a forma di scopazzi che si elevano in cerca di luce per la fotosintesi clorofilliana. L’albero pertanto in pochi anni risulta alto come prima, o anche di più. Il contenimento della sua chioma è fallito. I tronchi si deformano e presentano protuberanze esteticamente brutte, con caverne orribili. Nel caso di ripetute capitozza ture su certi alberi più sensibili, sul trono, quasi fino a terra, appaiono rametti epiconici a forma di cespuglio,che tentano fornire all’ albero un po’ di quel respiro che dovrebbe esser dato da una bella e vigorosa chioma naturale. La capitozzatura va ripetuta di frequente e comporta notevoli costi per le Amministrazioni locali e per i cittadini. Secondo l’ Associazione Internazionale degli Arboricoltori la capitozzatura è una pratica da abbandonare perchè nel lungo periodo danneggia albero portandolo fino alla sua morte prematura, ne deforma l ‘aspetto, lo rende brutto, pericoloso e comporta spese notevoli di manutenzione. Tuttavia la capitozzatura viene adottata sistematicamente sulle nostre alberate. Basta fare una passeggiata, ponendo attenzione ai nostri alberi ora che sono spogli, per notarne gli effetti disastrosi accumulatisi nel tempo. I casi più emblematici si notano in viale Risorgimento, sulla strada che dal cimitero sale aVillanuova, al parco Boncore, in piazza Gioberti, in piazza Cavour, in via Alba ed anche sugli alberi giovani di viale Indipendenza e di via Riccadonna. Non sono esenti nemmeno diversi alberi dei giardini privati, trattati alla stessa maniera del patrimonio arboreo comunale. Gruppi di cittadini, interessati al cambiamento nei confronti della gestione del verde pubblico e prima di provvedere a piantare nuovi alberi, potrebbero organizzare passeggiate esplorative per prendere atto dei danni che nel tempo la capitozzatura ha arrecato al patrimonio verde della nostra città. (R. Terzano)

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