Visita a Canelli della delegazione cinese di Ganzhou

Ricca di spunti la visita della delegazione di Ganzhou, la città cinese gemellata con Canelli, che lunedì 15 e martedì 16 dicembre è stata ospite della capitale dello spumante. Scambio di cortesie, anche formali come impone il rigido protocollo cinese, che dietro i convenevoli ha rinvigorito temi già discussi nel 2012. Promossa dall’imprenditore Alessandro Aliberti, titolare della Durfo di Nizza, due anni fa furono i canellesi guidati dal sindaco Marco Gabusi a far visita alla città della provincia dello Jiangxi. 

In quell’occasione, alla presenza dell’Ambasciata Italiana e di rappresentanti di altri Paesi europei, vennero gettate le basi per accordi commerciali sull’importazione di vino, enomeccanica e un progetto per la realizzazione di una bevanda che mixasse Moscato e succo d’arancia Navel, di cui Ganzhou è il secondo produttore mondiale.
E le attese non sono andate deluse, nonostante le 36 ore a disposizione e un programma corposo e compresso. Già la visita all’ospedale Cardinal Massaia è stata giudicata da Ding Le, vice direttore del dipartimento di maternità del nosocomio della megalopoli (11 milioni di abitanti, «due volte Taiwan e Hong Kong messe insieme» hanno spiegato), «estremamente interessante, istruttiva e di grande aiuto per il lavoro nel nostro paese. Ho apprezzato la professionalità, l’efficienza del personale e la pulizia».

Nella sala “Invernizzi” del municipio la cerimonia di chiusura del gemellaggio, con l’inaugurazione della scritta che campeggerà agli ingressi della città. Hu Juwen, vicesindaco di Ganzhou, ha auspicato «una lunga collaborazione tra le nostre due città che abbracci tutte le attività: dal vino all’economia, la cultura, l’istruzione e gli scambi sociali». Augurando che presto «a Ganzhou i prodotti enogastronomici di Canelli vengano conosciuti ed apprezzati». Il made in Canelli, come sottoscritto nel protocollo d’intesa firmato dai due sindaci, sarà racchiuso in un unico marchio, immagine del bello e buono che farà da apripista a vini, gastronomia sino alla filosofia di vita occidentale.

Socialità diffusa che è stata al centro dell’interessante tavola rotonda ospitata nella sala d’onore all’interno delle affascinanti Cantine Contratto. Una quindici i tour operator, ristoratori, albergatori e agriturismo presenti, segno che l’interesse per questo “nuovo mondo” è forte. Alle domande degli imprenditori dell’accoglienza locale Li Yiyun, direttrice dell’ufficio turistico della megalopoli, ha spiegato come «il turismo cinese sia in forte crescita e c’è molto interesse verso l’Italia e Canelli divenuta Patrimonio dell’Unesco. I nostri connazionali vogliono fare turismo vivendo, imparando, partecipando alla vita del luogo che visitano. Un turismo più sociale, meno di lusso ma molto più partecipato». Dimostrando interesse per le proposte di outdoor, anche in vista di Expo 2015, chiedendo collaborazione per «imparare a fare turismo insieme» invitando gli operatori canellesi a Ganzhou «a studiare strategie comuni».

Nel pomeriggio, visita alle cantine dell’azienda agricola Bocchino di Santa Libera, tra le colline battezzate dall’Unesco, e, in chiusura, trasferimento alla Poggio Sciacquatrici per sviluppare, sotto il profilo tecnico, il progetto della bevanda Moscato-succo d’arancia e presentare la produzione enomeccanica canellese. Martedì mattina ultima, interessante visita in un’azienda di produzione di spumanti. «Per la nostra città è un’opportunità importante – commenta il sindaco Gabusi al termine della visita -, da mettere a fattor comune per fare squadra e filiera così da presentarci su un mercato di enormi opportunità capaci di offrire tutta la nostra professionalità e qualità».

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