Il principio di responsabilità, al convegno sul futuro dei vigili del fuoco volontari

Quarant’anni di storia che cambiano il mondo. «Anche noi dobbiamo cambiare. Devono cambiare le leggi e i regolamenti. Le esigenze e le necessità del Paese sono diverse e le risposte che chiede debbono trovarci preparati».

Si è tolto qualche sassolino dalle scarpe, «tanto alla mia età me lo posso permettere», Giuseppe Zamberletti, senatore, già ministro e padre della Protezione civile al convegno di sabato scorso a Canelli sul futuro dei Vigili del Fuoco Volontari.

Un appuntamento voluto dal Comune e da Sergio Cappelletti, già responsabile dei Vigili del Fuoco del Trentino, una delle regioni italiane all’avanguardia nel volontariato civile.
Con Zamberletti un canellese d’adozione, non foss’altro perché cittadino onorario della Capitale dello Spumante e del Moscato: Lorenzo Dellai che, nei giorni dell’alluvione canellese del 1994, come sindaco di Trento diede sostegno e impulso all’opera di ricostruzione.

Presidente della Provincia, prima, oggi parlamentare, Dellai non ha mai smesso di credere e sostenere l’opera del volontariato civile quale spina dorsale della società. Una spinta propulsiva che pare venuta meno negli ultimi anni, soprattutto dopo l’abolizione del ministero della Protezione civile.

«E’ stato un errore che oggi paghiamo – ha detto -. Oggi si parla di questa componente solo in caso di emergenza. Dobbiamo ripartire, invece, dalla Protezione civile e dai Vigili del Fuoco volontari». Tre le direttrici che il parlamentare trentino ha tracciato, con chiarezza e competenza. La prima è tornare a «diffondere la cultura popolare della Protezione civile.

Questi uomini e donne non sono degli eroi, anche se spesso lo sono veramente, ma sono parte di una comunità civile. La loro presenza sul territorio è fondamentale per ristabilire quell’appartenenza anche culturale al proprio luogo».

Secondo Dellai è necessario «recuperare il principio della responsabilità del cittadino per ricostruire civilmente il territorio partendo dallo spirito solidaristico».

Seconda traccia rimarcata dall’ex sindaco di Trento è la centralità del volontariato. «Il modello dei Vigili del Fuoco volontari deve diventare centrale e non residuale come lo è oggi – ha sottolineato -. Non sono pompieri di serie B».

Necessarie, in quest’ottica, la <formazione dei volontari, la dotazione di mezzi, l’organizzazione per radicarsi sul territorio. Un volontariato libero, gratuito e radicato. Su queste basi deve nascere il Corpo dei Volontari Vigili del Fuoco: l’Italia non può farne a meno».

Terza strada da percorrere, che fa da collante a tutto il movimento, il nuovo ruolo che devono giocare le istituzioni locali e regionali. «Oggi tutto è troppo centralizzato. Questa partita deve tornare al territorio – ha sostenuto con forza Lorenzo Dellai -. I Comuni, i Sindaci e soprattutto la Regione devono avere una presenza forte in questo campo. Devono osare e chiedere che lo Stato centrale deleghi competenze specifiche nel campo della Protezione civile assumendone responsabilità e gestione».

Ruolo di apripista che, secondo Dellai: «Il Piemonte può assumersi come area di sperimentazione di un nuovo modello di Protezione civile, del Corpo dei Vigili del Fuoco Volontari chiedendo le deleghe al governo per arrivare, come già è in tutta Europa, alla centralità del volontariato organizzato».

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