“Una balena in collina a Chiusano…”, sabato 20 e domenica 21 giugno

Anche Chiusano ha la sua balena di tre milioni di anni fa: un possente esemplare fossile di circa sette metri, ritrovato casualmente nel 2003 nella cava della fornace Cellino.

Per celebrarla, il Comune di Chiusano sta organizzando, insieme a Aree Protette Astigiane e Associazione Quattro Passi a Nord Ovest, con la collaborazione del Comune di Settime, una manifestazione intitolata “Una balena in collina a Chiusano…”  che si terrà sabato 20 e domenica 21 giugno. L’idea è della giornalista Laura Nosenzo, che per anni ha firmato la rassegna Verdeterra.

Attualmente i reperti fossili sono esposti parzialmente nel Museo Paleontologico gestito dall’Ente di Gestione delle Aree Protette Astigiane: quando saranno pronti i nuovi spazi al piano interrato del Michelerio, il mammifero si potrà ammirare in tutta la sua grandiosità.

“Nel frattempo Chiusano, non potendo riavere la balena – dice il sindaco Marisa Varvello – si prepara a celebrarla con un evento che recupera ricordi e luoghi, per segnare nuovamente sul proprio territorio, con l’immaginazione e segni visibili, la presenza di un essere eccezionale che ha abitato le acque del Mare Padano: proprio dove oggi ci sono le nostre colline”.

Numerose le iniziative che si alterneranno nei due giorni di giugno e che saranno presentate nelle prossime settimane in una conferenza stampa. In via di attuazione, invece, alcune azioni preliminari: “Dieci pittori astigiani – indica Varvello – hanno accettato di disegnare o dare forma su tela al cetaceo: Ottavio Coffano, Giancarlo Ferraris, Paolo Fresu, Gianfranco Monaca, Giuseppe Orlandi, Filippo Pinsoglio, Lia Rinetti, Carolina Risaliti, Piero Sciavolino, Rossana Turri. I loro lavori saranno esposti durante la manifestazione per poi essere riprodotti, in futuro, sui cartelli che segneranno la “strada della balena”, dal centro di Chiusano alla cava in cui è avvenuto lo straordinario ritrovamento”.

E’ uno dei pochissimi esemplari ritrovati finora, in Italia, nelle argille. Il che significa che la sua morte è avvenuta in alto mare, cioè il mammifero non si è arenato sulla spiaggia (come è accaduto ad altre balene dell’Astigiano), ma si è inabissato in profondità.

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