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	<title>Genocidio nazista - VALLIBBT NEWS</title>
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	<description>Valli Belbo, Bormida e Tanaro (AT, AL, CN)</description>
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		<title>“I Testimoni che non ci sono più” una riflessione nella Giornata della Memoria</title>
		<link>https://www.vallibbt.it/campi-di-concentramento/giornata-della-memoria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Gabriella Abate]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Jan 2015 17:50:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Campi di concentramento]]></category>
		<category><![CDATA[Genocidio nazista]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pubblichiamo la bella riflessione, del 27 gennaio, del Direttivo di Memoria Viva di Canelli, in occasione della “Giornata della memoria”, dal titolo “I Testimoni che non ci sono più” (18) in cui si ricordano Armando Bellotti e Pietro Rosso, Federico Scagliola, Giovanni Onesto, Carlo Saracco, Luciano Cordara, Aldo Adorno, Felice Aliberti, Giovanni Faccio, Piero Luvio, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Pubblichiamo la bella riflessione, del 27 gennaio, del <strong>Direttivo di Memoria Viva di Canelli</strong>, in occasione della “Giornata della memoria”, dal titolo <strong><em>“I Testimoni che non ci sono più”</em> </strong>(18) in cui si ricordano Armando Bellotti e Pietro Rosso, Federico Scagliola, Giovanni Onesto, Carlo Saracco, Luciano Cordara, Aldo Adorno, Felice Aliberti, Giovanni Faccio, Piero Luvio, Giovanni Pasquali, Luigi Reggio, Sebastiano Tardito, Pierino Stroppiana, Battista Scaglione, Franco Ceste, Luigi Veggi, Masino Scaglione, scomparsi da qualche anno.</span><span id="more-43413"></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">«L&#8217;atmosfera della Giornata della Memoria a Canelli è sempre stata carica dello spirito dei testimoni oculari di quegli eventi. Passo dopo passo gli anni ci hanno portato via la presenza fisica di tanti fra loro, ma non hanno cancellato il ricordo, le emozioni, le parole raccolte con passione nel libro Gli Ultimi Testimoni, di Gianna Menabreaz, e le immagini fissate per sempre negli archivi di Memoria Viva, che ha voluto conservarli come un patrimonio per tutti.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Ricordiamo ancora oggi con emozione il gennaio del 2006, quando per la prima volta la Giornata della Memoria è stata partecipata da tutta la Città, dopo che, per anni, la sola scuola media aveva prestato attenzione a questo momento. Avevamo radunato tutti i deportati e internati che eravamo riusciti a raggiungere, avevamo presentato il filmato delle loro interviste, erano poi saliti sul palco tutti insieme, attorniati dai ragazzi delle scuole che avevano organizzato uno spettacolo, presentandosi non come eroi, ma come testimoni.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">E’ con questo spirito che quest’anno vogliamo ricordare, con l’aiuto della sua famiglia, Armando Bellotti, sempre presente da allora con la sua placchetta metallica da Internato, conservata gelosamente e poi finita sulla copertina del libro di Gianna. Con lui il pensiero corre all’ultimo testimone che è mancato ancor più recentemente, Pietro Rosso, capace di farti comprendere il valore della libertà e della giustizia come noi non sappiamo raccontare, perché non abbiamo provato che cosa voglia dire prigionia.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Con loro tornano in mente le parole di Federico Scagliola, salvato da un medico prigioniero come lui; Giovanni Onesto, portato via su un carro bestiame a provare l’orrore dell’umiliazione; Carlo Saracco, ancora vigile e combattivo che racconta la sua storia sotto gli occhi attenti e premurosi della moglie; Luciano Cordara, che aveva conosciuto il maresciallo Tito e un&#8217;odissea di stenti; Aldo Adorno, che avevamo conosciuto per la sua storia e per la capacità di raccontarla nei dettagli, poi diventata ben più nota nel libro Trentadue mesi, curato dalla nipote Silvia, col supporto della nostra Associazione.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">E poi Felice Aliberti, internato tra Berlino e Dresda, al centro del sistema concentrazionario tedesco; Giovanni Faccio, “il bidello” delle elementari dei nostri tempi, lucido e determinato nel raccontare la sua storia; Piero Luvio, che ci raccontò la gioia per il sogno di veder realizzato un monumento in memoria di Deportati e Internati, che s’inaugurò ai Caffi; Giovanni Pasquali, signorile e disponibile a presenziare alle nostre iniziative come lo era stato sul lavoro, e Luigi Reggio, che sapeva stemperare con un sorriso il racconto delle sue tribolazioni. </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Sebastiano Tardito non ha mai mancato a un&#8217;iniziativa di Memoria Viva, veniva in bici e parlava poco, ma sempre ci guardava con l’affetto di chi ha provato il dramma della Risiera di San Sabba; Pierino Stroppiana, catturato mentre era ancora minorenne e portato lontano, ma che non serbava mai rancore per i suoi carcerieri; Battista Scaglione, il suo affetto per i partigiani e il suo orgoglio per le scelte fatte; Franco Ceste, ancora offeso nel cuore per il torto subito della deportazione, ma mai vinto nei suoi ideali.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">E anche i racconti di Luigi Veggi e del suo compagno nella sventura Ferruccio Gai, grande amico e sostenitore della causa di Memoria Viva, pronto a donare un po&#8217; di memoria, non meno di quanto fosse stato sollecito per anni a donare il sangue. Masino Scaglione, ufficiale che seppe dire “no” ai nazi-fascisti, per anni animò la sezione ex Internati e tenne vivo il ricordo narrando con vivacità la sua vicenda in scritti preziosi.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">Tante storie, tanti ricordi, tanto affetto da numerose famiglie che hanno sostenuto e sostengono la nostra Associazione come se fosse la loro creatura. Perché è un po’ così: senza di loro non ci saremmo neppure noi».</span></p>
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		<title>Iniziative di Memoria Viva per il Giorno della Memoria</title>
		<link>https://www.vallibbt.it/campi-di-concentramento/iniziative-di-memoria-viva-per-il-giorno-della-memoria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Gabriella Abate]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jan 2014 09:56:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Campi di concentramento]]></category>
		<category><![CDATA[Commemorazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Genocidio nazista]]></category>
		<category><![CDATA[Lancio del martello]]></category>
		<category><![CDATA[Rievocazioni storiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come ogni anno, l’Associazione Memoria Viva di Canelli si fa promotrice, con il patrocinio del Comune di Canelli, delle iniziative volte a commemorare il “Giorno della Memoria” dello sterminio e della persecuzione del popolo ebraico e della deportazione, che ricorre il 27 gennaio, anniversario della liberazione del Lager di Auschwitz da parte delle truppe sovietiche [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Come ogni anno, l’<em>Associazione Memoria Viva</em> di Canelli si fa promotrice, con il patrocinio del Comune di Canelli, delle iniziative volte a commemorare il “Giorno della Memoria” dello sterminio e della persecuzione del popolo ebraico e della deportazione, che ricorre il <strong>27 gennaio</strong>, anniversario della liberazione del Lager di Auschwitz da parte delle truppe sovietiche (1945).<span id="more-36751"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Come prima iniziativa, Memoria Viva organizza, nella Galleria dei Cavalieri del Municipio di Canelli, in collaborazione con l’Associazione Divisione Acqui e con l’ANPI, una <strong>mostra storico-fotografica</strong> di grande interesse, intitolata “Ritorno a Cefalonia e Corfù, che resterà aperta <strong>dal 18 gennaio al 10 febbraio</strong>, in orario di funzionamento degli Uffici Comunali.</p>
<p style="text-align:justify;">La scelta della Divisione Acqui dopo l’armistizio dell’8 settembre ‘43”, dedicata alle vicende della Divisione “Acqui”, nel 70° anniversario della tragedia di Cefalonia e Corfù.</p>
<p style="text-align:justify;">La mostra, curata dall’Associazione Divisione Acqui, illustra, <strong>attraverso 12 pannelli ricchi di foto</strong> scattate dai protagonisti in Albania, Grecia, Cefalonia e Corfù, i passaggi principali della storia della divisione italiana, dall’avvio della guerra all’occupazione delle isole Ionie fino all’eccidio ed alla deportazione dei superstiti.</p>
<p style="text-align:justify;">“Ogni foto rappresenta un momento, un volto, un gruppo di ragazzi in armi, una cerimonia, una fugace testimonianza di una situazione, di un evento, di quella che era la vita dei nostri militari in quel contesto in cui, loro malgrado e di certo non per loro scelta, si trovarono ad operare, ad esercitarsi, ad oziare, a smarcare i giorni, a sognare la casa e gli affetti lontani.</p>
<p style="text-align:justify;">Moltissimi di loro terminarono la loro esperienza terrena sotto i colpi d’arma da fuoco tedesca negli scontri militari e nel successivo eccidio.</p>
<p style="text-align:justify;">Citando lo storico Giorgio Rochat, eminente esperto di storia militare: « … Non erano eroi o soldati selezionatissimi, bensì soldati “qualsiasi”, non diversi dalla massa dei soldati italiani. (…) Non erano eroi senza crisi né dubbi. Erano soldati stanchi di una guerra che non capivano, logori per le dure condizioni di vita, obbedienti malgrado malumori e risentimenti non privi di base.</p>
<p style="text-align:justify;">Ciò nonostante, nel settembre 1943 rifiutarono la resa con una straordinaria prova di dignità e di speranza …». Pochi di quei militari riuscirono a tornare a casa a riabbracciare i loro cari, la gran parte di loro cadde sotto quel cielo: molti furono uccisi in combattimento, molti furono passati per le armi, altri perirono tra i flutti dei mari della Grecia, di altri tornarono in Patria, molto più tardi, solo i resti mortali racchiusi in un’urna.&#8221;</p>
<p style="text-align:justify;">La mostra, patrocinata anche dalla Regione Piemonte, dal Comitato Resistenza e Costituzione e dall’ISRAT, sarà inaugurata <strong>sabato 18 gennaio</strong>, alle ore 11, nella Sala Consiliare del Comune di Canelli, con una relazione del Prof. Massimo Rapetti, che introdurrà la complessa vicenda dell’occupazione nazi-fascista dei Balcani e della Grecia, contesto nel quale si è consumata la tragedia della “Acqui”.</p>
<p style="text-align:justify;">Interverranno Mario Gelera, presidente dell’Associazione Divisione Acqui, e Roberto Rossi, dell’ANPI.</p>
<p style="text-align:justify;">Parallelamente, Memoria Viva promuove in tutte le scuole secondarie della Provincia di Asti la proiezione del dvd dal titolo “Luci nel buio”, prodotto dal Museo della Resistenza e della Deportazione di Prato. Si tratta di un film che, partendo dalla testimonianza autentica di un deportato, rappresenta in maniera chiara, mai violenta, la vicenda della deportazione nei lager tedeschi di alcuni ragazzi di Prato e che aiuta a capire la mentalità e il clima culturale dell’epoca, come fascismo e nazismo si ponevano in relazione con le persone e per quali strade le portavano alla distruzione.</p>
<p style="text-align:justify;">Il film è interpretato da ragazzi della scuola media e scuola superiore di Prato e ripercorre, sotto la guida del regista Gabriele Cecconi, alcune vicende della vita del protagonista, a partire dalla sua infanzia imbevuta di propaganda fascista fino all’età giovanile, nella quale tutto quello in cui aveva creduto gli crolla addosso…</p>
<p style="text-align:justify;">Il culmine delle celebrazioni del Giorno della Memoria consisterà nella serata del<strong> 28 gennaio</strong>, al Teatro Balbo, curata da Memoria Viva e dagli alunni e insegnanti della Scuola Media Carlo Gancia. A partire dalle ore 21, i ragazzi daranno vita alla rappresentazione teatrale dal titolo “Qualcuno lo nega”, sul tema del “negazionismo della Shoah”, che vede come autore e regista Fabio Fassio, del Teatro degli Acerbi di Asti.</p>
<p style="text-align:justify;">Altri interventi sono in corso di definizione, e saranno oggetto di un comunicato successivo. Lo spettacolo avrà un’anteprima, riservata ai soli studenti, alle ore 9 dello stesso giorno.<span style="color:#000000;"><br />
</span></p>
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		<title>&gt;&gt; Giornata della Memoria: una lezione drammatica agli studenti del Ciampini</title>
		<link>https://www.vallibbt.it/genocidio-nazista/giornata-della-memoria-una-lezione-drammatica-agli-studenti-del-ciampini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Gabriella Abate]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Jan 2011 16:29:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Genocidio nazista]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata della memoria]]></category>
		<category><![CDATA[Ciampini-Boccardo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Perché il Giorno della Memoria? Perché le leggi razziali italiane, i campi di concentramento, il genocidio nazista, tendono a diluirsi con il passare delle generazioni. I giovani nati negli Anni Cinquanta e Sessanta ricevevano i racconti dai loro genitori e quindi li avevano ancora freschi, il ricordo era ancora vivo. Per coloro che sono nati [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="https://vallibbt2019.files.wordpress.com/2019/09/2e944-anta_27-01-11.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-12387" title="Il prof. Claudio Giulio Anta nella sua relazione del 27 gennaio 2011" src="https://vallibbt2019.files.wordpress.com/2019/09/2e944-anta_27-01-11.jpg?w=114&#038;h=150" alt="" width="114" height="150" /></a>“Perché il Giorno della Memoria? Perché le leggi razziali italiane, i campi di concentramento, il genocidio nazista, tendono a diluirsi con il passare delle generazioni. I giovani nati negli Anni Cinquanta e Sessanta ricevevano i racconti dai loro genitori e quindi li avevano ancora freschi, il ricordo era ancora vivo. Per coloro che sono nati dagli Anni Ottanta in avanti questi ricordi sono molto più sfumati, irrompono, nei ragazzi e nelle persone più politicizzate, altri temi, dallo sviluppo tecnologico, al divario tra Nord e Sud del mondo. Oppure, ancora, domina il riflusso, il proprio particolare. Invece bisogna ricordare per evitare che le cose accadute in quell’epoca abbiano a ripetersi. Come purtroppo è già avvenuto, pensiamo solo alla disintegrazione della ex-Jugoslavia ed alla cosiddetta pulizia etnica perpetrata dalle milizie serbe”: inizia così la relazione del prof. Claudio Giulio Anta nella lezione tenuta agli studenti del Ciampini-Boccardo.</p>
<p style="text-align:justify;">Una lezione avvincente, drammatica, che ha messo a nudo tutte le sofferenze patite dai deportati nei campi di concentramento. Accompagnati da musiche di Luigi Einaudi e da immagini del campo di concentramento di Birkenau, la relazione è stata molto seguita dagli studenti che, alla fine, hanno tributato un lungo applauso al relatore.</p>
<p style="text-align:justify;">Di notevole interesse anche la chiusura dell’appuntamento con il lavoro svolto dal Gruppo Storia del Ciampini nell’anno scolastico 2007/2008, coordinato dai Docenti Angelo Russo ed Ennio Morgavi, teso a sfatare il mito dell’italiano, brave gente, che mai si macchierebbe di certe cose. Ed invece inchioda la platea alla realtà delle leggi razziali, delle denunce perpetrate anche da noi, anche in provincia di Alessandria, verso chi è ebreo; la chiusura degli esercizi commerciali i cui titolari erano ebrei,od il loro licenziamento. E, accanto a questo, le figure di coloro che sono stati definiti “ I Giusti della Nazioni”, ovvero di coloro che sfidando i pericoli, a sprezzo della propria vita, hanno cercato di aiutare gli ebrei e coloro che dovevano andare nei campi di concentramento.</p>
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